Attentato di Strasburgo, le indagini toccano anche Ruvo

Sotto controllo sarebbe finito il telefono di un cittadino franco-marocchino considerato vicino all’Isis. Connessi a quel cellulare altri due numeri, uno intestato ad Aziz Lazouzi, residente in città
Le indagini partite dall’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre scorso, alla ricerca della rete jihadista colpevole dell’uccisione di 5 persone (tra cui l’italiano Antonio Megalizzi) e del ferimento di altre 11, passerebbero anche da Ruvo di Puglia.
A rivelarlo sono fonti della Polizia, riprese oggi da numerosi organi di stampa. Il punto di partenza è che l’attentatore di Strasburgo, Cherif Chekatt, freddato dalla polizia francese dopo aver sparato sulla folla, aveva diversi contatti in Italia. Sul profilo Facebook del fratello Abdou, infatti, ci sono alcune foto scattate a Roma davanti alla Fontana di Trevi, risalenti al 2015. Probabile dunque che anche il terrorista sia stato nel nostro Paese, come scrive Chiara Giannini su Il Giornale.
Secondo quanto riferito nell’edizione odierna di Studio Aperto, sotto controllo sarebbe finito anche il telefono di un cittadino franco-marocchino considerato vicino all’Isis, Brahim Lhmidi. Connessi a quel cellulare ci sarebbero due numeri italiani intestati ad altri due marocchini: Aziz Lazouzi, residente a Ruvo di Puglia e noto in ambito di immigrazione clandestina, e Mohammed El Aloui, residente a Rocca di Papa, in provincia di Roma.
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