Assessore Montaruli: «Per i costi degli espropri coinvolgeremo tutta la classe politica»

«Nel passato ci sono stati amministratori comunali che consigliavano ai soci delle cooperative di non pagare. Di far finta di niente nonostante le sentenze. Una inerzia ed una resistenza passiva di cui ora emergono le conseguenze».
Nel settore dell’urbanistica, a catalizzare l’attenzione di cittadini e amministratori è la questione dei costi degli espropri per le cooperative edilizie. Ne abbiamo parlato con l’assessore al ramo, la prof.ssa Caterina Montaruli, con la quale abbiamo fatto il punto sulla realizzazione di alcuni programmi di recupero e la realizzazione di opere pubbliche in città
Prof.ssa Montaruli, come si è arrivati a questo punto con un salasso che si sta abbattendo su numerosi soci di cooperative edilizie?
Il passaggio cruciale è la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che riconobbe ai proprietari di terreni espropriati, un indennizzo pari al valore di mercato e non più calcolato secondo i criteri stabiliti fino ad allora e che limitavano i costi degli espropri a poche decine di euro al metro quadro. Gli espropri effettuati dal Comune all’epoca per consentire alle cooperative di costruire gli edifici e le abitazioni, sono stati praticamente tutti impugnati dai proprietari che nel corso degli anni, da fine anni ’90 in poi, hanno ottenuto sentenze favorevoli di Corte d’Appello e Cassazione. Quelle sentenze ora sono esecutive e il Comune non può far altro che pagare, rivalendosi poi sulle cooperative.
Le cifre che sono venute fuori sono insostenibili.
Sì. Per alcuni terreni si arriva a 270 – 280 euro al metro quadro. Ogni socio di cooperativa sarà costretto a pagare cifre di svariate decine di migliaia di euro.
Come se ne esce?
Stiamo cercando di valutare tutte le soluzioni possibili. Le strade attualmente percorribili sono due: quella politica e quella tecnica. Quella politica ci porta a coinvolgere i parlamentari della nostra Regione affinchè si intervenga riconoscendo al problema di Ruvo un problema sociale di estrema gravità. Va segnalato al Governo nazionale, magari con delle interrogazioni o altre iniziative politiche, come le indennità di esproprio siano state stabilite su valori al di fuori di ogni paragone con altre realtà. A Trani ultimamente hanno operato espropri per l’edilizia convenzionata a 79 euro al metro quadro. Perché per Ruvo i consulenti tecnici dei tribunali hanno fatto risultare quelle somme?
E la soluzione tecnica quale potrebbe essere?
Nell’ambito del Piano Urbanistico Generale potremmo proporre ai proprietari di acquisire maggiori volumetrie edificabili su altre aree, in cambio di una parte del loro credito. Stiamo avviando una fase di concertazione con questo obiettivo.
Concertazione che nel passato forse avrebbe evitato si arrivasse a questo punto. In altre città, il Comune si è fatto promotore di arbitrati dove si è arrivati ad una via di mezzo tra le pretese dei proprietari e le offerte delle cooperative. Perché a Ruvo questo non è avvenuto?
Nel passato ci sono stati amministratori comunali che consigliavano ai soci delle cooperative di non pagare. Di far finta di niente nonostante le sentenze. Una inerzia ed una resistenza passiva di cui ora emergono le conseguenze. Tocca alla nostra Amministrazione trovare una soluzione. Quando parlavo di soluzione politica, pensavo anche ad un provvedimento nazionale che riconoscesse l’allarme sociale che si sta determinando a Ruvo e destinasse al Comune un contributo che possa scongiurare il dissesto finanziario pubblico e il macigno del debito insostenibile su decine e decine di famiglie.
Quali altri grattacapi sta procurando la questione edilizia a Ruvo?
Per le case costruite in edilizia convenzionata con la 167 e la 865, abbiamo da poco offerto la possibilità di trasformare il diritto di superficie dei suoli ceduti dal Comune in diritto di proprietà. I soci potranno diventare pieni proprietari dell’alloggio pagando la quota stabilita dai calcoli dal servizio tecnico del Comune. C’è il comparto A per il quale può valere l’esempio positivo della concertazione di cui dicevamo prima: nella parte pubblica espropriata abbiamo fatto riferimento all’art. 42 bis dell’ultima legge finanziaria che ha reintrodotto l’acquisizione sanante e abbiamo pattuito un pagamento a 24 mesi dell’indennizzo ai proprietari. Procede anche il comparto K con l’esproprio della parte pubblica dell’area.
Urbanistica e lavori pubblici. Per fare un po’ il punto della situazione, abbiamo controllato lo stato di avanzamento di alcuni programmi in città. Sul contratto di quartiere II, i report regionali dicono che a Ruvo non si è ancora partiti.
La Regione invierà il piano esecutivo che avevamo approntato. Stavano aspettando la documentazione analoga di un altro Comune. Con quel programma realizzeremo 20 alloggi di edilizia residenziale pubblica con particolare riguardo a utenze dalle capacità motorie ridotte (abitazioni a piano terra), sistemeremo la viabilità su un tratto dell’estramurale Pertini con la realizzazione di tre rotonde, realizzeremo lavori per la fogna bianca e costruiremo una scuola per l’infanzia.
Dei numerosi piani di recupero finanziati dalla Regione, Ruvo figura anche nel Piru (Piano Integrato di Recupero Urbano).
Sì. Riguarderà piazza Matteotti con il trasferimento della biblioteca e la realizzazione di un parcheggio interrato. Ma le opere pubbliche vedono importanti realizzazioni che avremo nel prossimo futuro. Abbiamo presentato il progetto di recupero per le ville di piazza Dante, abbiamo appaltato la ristrutturazione della Casa di Riposo “Spada”, mentre saranno ultimati a breve i lavori per la palestra della scuola media “Cotugno” e il centro per l’accoglienza immigrati.
E l’illuminazione pubblica?
Un problema atavico per Ruvo. Gli impianti illuminano sempre meno e vanno rimodernati. Contiamo di riuscire a farlo in breve tempo.
Commenti
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Carissima Assessore sono solo chiacchiere i cittadini vogliono certezze, non l’intervento dello stato che non ci sarà mai,ma Lei in tutti questi anni dove è stata ———-
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Con tutto rispetto Assessore Montaruli , ma non possiamo noi poveri cristi accollarci spese legali di 10 anni ? Se le accollasse ki ha sbagliato in questi anni Lavoro non c’è , tasse ke aumentano sempre di più e poi la ciliegina ” IL TERRENO DA PAGARE” Si vogliamo pagare ma il giusto non abitiamo a Montecarlo








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