Assessore De Palo: «Non solo Talos, la cultura a Ruvo è un mondo sommerso che vogliamo valorizzare»
Cultura e turismo, chiacchierata con l’assessore De Palo
L’incontro con Pasquale De Palo, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Ruvo, si è rivelato un vero e proprio confronto vis-a-vis con la nuova identità di una città che reclama e pretende, agendo, un reale approccio innovativo.
«Ruvo non è l’ombelico del mondo ma soffre degli stessi mali dell’Italia intera e questo si traduce in un ostacolo che solo la cultura e l’educazione potranno abbattere e che sono, per me, il vero freno allo sviluppo: scarso senso civico e di appartenenza ad una comunità, litigiosità nata dall’amplificazione dei propri diritti e la negazione di quelli altrui. Le centinaia di incontri in mesi e mesi di assessorato mi portano a dire che la vera sfida è quella di spingere i ruvesi ad un approccio che ponga Ruvo e il bene comune al primo posto rispetto al proprio, ad ogni livello ed in ogni settore della vita».
Un pensiero forte, deciso, intrigante quello di De Palo, per tutti coloro cha abbiano desiderio e predisposizione ad ascoltare per comprendere ed interiorizzare.
È stato l’intento dell’amministrazione intera quello di puntare sulla cultura che è stata proposta, nel corso dell’estate, in varie forme e colori, dissacrandola anche, non certo in demenzialità ma sublimandola in fruibilità intelligente.
Il progetto estivo di cultura ruvese, pur partendo dalla spinta e progettualità dell’Amministrazione Comunale, che ha improntato la sua azione propositiva maggiormente verso le necessità culturali delle fasce deboli (anziani e bambini), ha voluto fondere sinergicamente forze diversificate come la Pro Loco, EAT, ASD Pineta Viva, Comitato Residenti Calentano, per il coinvolgimento di tutti ed anche, del territorio circostante. L’intero progetto culturale ha posto cura ed attenzione all’ambiente, chiaramente evidenziato nella scelta della principale sede logistica degli eventi, l’antica necropoli della città, la pineta, cuore dell’antichità e del futuro vivo grazie ai quotidiani giochi dei bambini.
Nel mese di agosto, periodo di maggiore intensificazione degli eventi culturali programmati, sono state proposte, tra il verde e le sue ombre, proiezioni filmiche delle colonne portanti del cinema italiano, da De Sica a Moretti. E, susseguendosi, musica lirico-sinfonica eseguita dalle Associazioni Bandistiche di Ruvo. E nella suggestiva location dell’ex Convento dei Domenicani, l’anteprima di “Bishonnen”, webfiction intrisa di genialità innovativa, grazie all’utilizzo di nuove tecniche interpretative che rendono lo spettatore parte integrante di una sceneggiatura dinamica e non passiva.
E poi ancora, in seconda edizione, “Difendere la Bellezza”, promossa dall’ ormai affermata Associazione Marlin, interessante evento di miscelazione artistica, contenitore variegato di pittura, fotografia, riciclaggio artistico, con ampio sguardo verso l’eco-sostenibilità. La carrellata culturale non termina, ma è proseguita il 2 settembre con un concerto dell’Associazione Rubis Canto, piacevole e accattivante percorso nella storia della canzone italiana. Lo sport vedrà una intensa zumata l’8 e il 9 settembre, durante la festa ad esso dedicata, dove la pineta si trasformerà in luogo accentratore di proposte sportive di tutti i generi, programmate per l’avvio nel nuovo anno. Tutto questo per citare solo parte di un lavoro incentrato verso la progressione culturale e sociale.
A questo punto, l’intervista con De Palo si ravviva grazie alla nostra curiosità di dettagliare alcune scelte ben mirate.
A Ruvo, dal 7 al 16 settembre, con l’appendice orchestrale del 28 al Petruzzelli, si svolgerà il tanto atteso Talos Festival. Nei giorni scorsi lei ha diffuso un comunicato stampa circostanziato per esplicitare le ragioni di questa ripresa del Festival. Vuole brevemente riassumere a nostri lettori?
«È necessità dar voce ad un mondo sommerso in questa comunità come con la musica e le bande. Nostro intento è stato quello di proiettare le nostre radici in una dimensione internazionale, sfruttando al massimo tutte le forme di finanziamento possibili per non gravare eccessivamente sul bilancio comunale».
Il Festival darà ampio spazio a manifestazioni parallele connesse all’evento. Ce ne vuol parlare?
«Il Festival di Pino Minafra è anche l’occasione per dare visibilità ad altre attività correlate all’arte musicale. Il 9 settembre presso l’ex Convento dei Domenicani, Gianni Cataldi e Vincenzo Anselmi presenteranno rispettivamente i loro libri “Puglia in jazz”e “La banda: un patrimonio da salvare”. Si terranno, inoltre incontri e convegni con quattro mostre pittoriche e fotografiche di Enza Mastria, Raffaele Puce e Diego Amenduni, seguite dalla performance musicale del sassofonista Carlo Actis Dato. Inoltre, sarà esposta permanentemente la mostra di litografie e serigrafie di Domenico Cantatore».
Che spazi intende dare l’amministrazione comunale al Cinema, visto che sta nascendo una vera e propria scuola nella nostra città, come abbiamo potuto vedere la scorsa sera, durante la presentazione di “Bishonnen”, la web fiction innovativa di Michele Pinto?
«Sono due le Associazioni che si occupano di cinema a Ruvo, con un approccio diversificato ma complementare. Il tentativo che l’amministrazione sta conducendo con queste realtà è quello di supportare, anche ricercando finanziamenti regionali, la nascita di un vero e proprio laboratorio cinematografico stabile».
E, repentinamente ci insinuiamo in discorsi più prettamente politici ed amministrativi, sfidando la pazienza e la gentile disponibilità dell’assessore.
Assessore, a Terlizzi, è attiva ed operante la “consulta delle associazioni”, la quale ha programmato e consigliato diversi eventi nelle manifestazioni estive. A Ruvo esiste una “consulta” istituzionale ed in che modo sono state coinvolte le varie associazioni?
«La consulta a Ruvo non esiste da diversi anni. L’impegno che il sottoscritto ha preso con le associazioni è quello di riattivarla e questo sarà possibile modificando lo Statuto, ma ciò richiede tempi lunghi. L’obiettivo di questa modifica è quello di evitare che la consulta della cultura, anziché organo propositivo e di elaborazione di proposte e visioni, divenga luogo di lottizzazione politica come è avvenuto per il forum giovani».
Nelle scorse elezioni amministrative, lei e Livio Minafra siete stati contrapposti in due schieramenti politici … cosa è rimasto di quella contrapposizione e quale rapporto si è invece instaurato ora, vista la realizzazione di un evento nato da una forte collaborazione?
«Livio è sempre stato un amico per me. La campagna elettorale serve a far emergere le divergenze e le differenti vedute e credo che la dialettica adottata in quell’occasione, sia stata sempre condotta col rispetto dell’altro, all’insegna della massima correttezza. All’indomani delle elezioni uno è diventato assessore e l’altro uno delle migliori risorse artistiche di questo Comune … e poiché per entrambi l’amore per questa città è prioritario nella vita pubblica, non c’è stato il minimo impedimento al riavvio del progetto Talos all’indomani delle elezioni».
A suo parere, è ancora lontano il periodo in cui i vicini territori di Ruvo-Terlizzi-Corato potranno programmare sinergicamente le politiche culturali?
«È un tentativo che è stato avviato con la passata amministrazione di Terlizzi, a cui non si è potuto dar seguito a causa delle vicende politiche sopraggiunte successivamente. Sarebbe una scelta intelligente ed utile che presupporrebbe, inevitabilmente, una progettualità condivisa da improntare tempestivamente rispetto della fruizione degli eventi».
Da ex segretario politico del Pd ruvese, su quali punti strategici amministrativi ci si dovrebbe soffermare per sbloccare e far fluire maggiormente una vera evoluzione sociale ed economica comunitaria?
«Le questioni per sbloccare e riavviare questo Comune sono legate alle problematiche urbanistiche, le questioni dell’indennità di esproprio e il piano urbanistico generale, che complessivamente rappresentano gli snodi strategici per lo sviluppo della città. Un terzo asse che merita attenzione è la vocazione turistica, che passa dalla riqualificazione del centro storico, all’infrastrutturazione della città, dunque alla fruibilità di tutti gli attrattivi turistici ed alla creazione di servizi di supporto».
Concludendo, non possiamo esimerci dal chiederle una citazione d’autore che possa inquadrare, in chiave prospettica, il futuro della nostra Ruvo…
«Prendo in prestito la celeberrima frase di Massimo D’Azeglio “Fatta l’Italia ora dobbiamo fare gli Italiani”. È un’utopia? Io credo in questa utopia! Da qui, in poi dobbiamo costruire…».
Commenti
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L’assessore De Palo deve imparare che Ruvo non è solo Piazzetta Fiume,ove non si può neanche respirare, e nè tanto meno il convento domenicano,altrimenti diventeremo tutti frati: La nostra città è bella dapertutto, quindi quando fate i programmi, fateli in modo che si diverte tutta la città, e non solo quelle che vi vengono in mente a voi. Fate un sondaggio, non fate sempre di testa vostra o quella dei vostri partiti.
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fate tutto voi!!!!!! o va bene o va bene…… il festival talos esisteva gia’, quindi cerchiamo di avere delle idee nuove ed interpellare gente che veramente si intende di spettacolo ecc ecc….
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La cultura è importante, anzi è fondamentale per la crescita di una comunità, ma mio caro assessore prima di pensare a questo bisognerebbe rendere vivibile una cittòà con l’applicazione delle piu’ elementari regolere del buon vivere civile.Si faccia una passaggiata nel centro storico e guardi che condzioni di degrato assoluto in cui viviamo.Senza considerare il cronico problema dei parcheggi nello stesso centro storico………… cosa ha proposto questa amministrazione in tal senso????????il nulla cosmico! eppure basterebbe davvero poco per limitare l’accesso allo stesso centro storico per i non aventi diritto……… e nn risponda con le solite frasi fatte……faccia qualcosa di concreto………








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