Assalti ai tir, 10 arresti. In manette anche un ruvese

La Redazione

Il Procuratore: «Danni incalcolabili all’economia locale». Le operazioni sono state condotte dalla Squadra mobile di Bari e dai commissariati di Andria e Corato

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Un rappresentante di gioielli si ferma a Trani per pranzare. Poi si mette in auto, imbocca la 16 Bis. Non si accorge, però, di essere finito nel mirino di un gruppo criminale dedito ai furti ed alle rapine. E, così, quando arriva nei pressi di Cerignola, viene affiancato da una Mercedes e costretto a fermarsi.

Dall’auto scendono due persone armate e con il volto coperto che lo costringono a salire sulla propria auto, mentre altri due complici si appropriano dell’auto del rappresentante di gioielli con a bordo tutto il campionario. Bottino: oltre 2 chili d’oro per un valore di circa 74mila euro.

E’ questa la ricostruzione fatta dagli inquirenti di una delle spregiudicate operazioni condotte da una organizzazione criminale autrice di alcuni colpi ai danni di autotrasportatori e di commercianti che colpivano soprattutto nei pressi di Cerignola.

Alle prime luci dell’alba di oggi, lunedì 19 novembre, però, gli uomini della Squadra mobile di Bari e dei Commissariati di Andria e Corato, su disposizione del Gip presso il Tribunale di Trani, Roberto Olivieri del Castillo, hanno messo fine alle loro attività criminali.

Dieci persone sono finite in manette al termine dell’inchiesta condotta dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso lo stesso Tribunale, Fabio Buquicchio. Si tratta di Emilio Vurchio, detto “Lo Zio”, cerignolano di 41 anni; Felice Todisco, anche lui cerignolano, di 54 anni; Michele Genchi, barese di 44 anni; Massimo Mariani, di Capurso di 23 anni; Giuseppe Beneloucifm andriese di 43 anni; Vincenzo Scamarcio, andriese di 53 anni, Giuseppe Gadaleta, coratino di 33 anni; Michele Campanale, di 46 anni di Ruvo e Elena Dragusin, nota come “Elena” di 27 anni, quest’ultima agli arresti domiciliari.

Dovranno rispondere a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di una serie indeterminata di delitti contro il patrimonio, rapine ai danni di commercianti ed autotrasportatori con sequestro di persona, furti all’interno di abitazioni ed esercizi commerciali.

Le indagini sono durate circa 6 mesi, anche attraverso intercettazioni telefoniche. E proprio su una di queste ha concentrato la sua attenzione il Procuratore aggiunto del Tribunale di Trani, Francesco Giannella, nel corso dell’incontro di questa mattina con i giornalisti al secondo piano del Palazzo di giustizia di Trani. Una di queste intercettazioni, infatti, dimostrerebbe proprio il livello di efficienza e professionalità dell’organizzazione criminale, capace di studiare attentamente percorsi e comportamenti degli autotrasportatori finiti nel loro mirino e di variare il loro piano in corso d’opera dandosi comandi e direttive attraverso brevi telefonate. Le schede telefoniche utilizzate per i colpi, infine, venivano sostituite al termine di ogni operazione. Proprio per evitare di essere intercettati. Cosa che, evidentemente, non li ha messi al riparo dall’azione della Procura tranese.

Il colpo più remunerativo messo a segno dall’organizzazione riguarda l’assalto ad un autoarticolato avvenuto il 22 settembre 2011, sempre in prossimità di Cerignola. L’assalto permise ai rapinatori di portar via circa 300 quintali di rame per un valore di circa 250mila euro. Nel corso dell’assalto, anche in questo caso, sequestrarono l’autotrasportatore, rilasciandolo solo dopo diverse ore.

Particolarmente soddisfatto dell’operazione di polizia si è mostrato il Procuratore aggiunto, Francesco Giannella, che ha voluto rimarcare come queste azioni criminali non debbano essere valutate solo come delitti contro il patrimonio. Ma sono dei veri e propri attentati all’economia ed al lavoro delle persone oneste. I danni economici – ha detto Giannella – in questi casi sono incalcolabili, così come quel senso di sfiducia che ingenerano tra le persone onese.

Sicuramente, i componenti di questa organizzazione criminale, avranno ora modo e tempo per riflettere sui reati commessi.

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Commenti

  • mauro cantatore (utente non verificato)

    domani sn tutti fuori………….. w l italiaaaaaaaaaa che paese di merdaaaaaaaaa———

  • mom veng (utente non verificato)

    dentro o fuori non cambia niente ,tanto la legge non e che ormai un punto di riferimento d’aggirare con metodi chwe a dir poco rasentano l’idiozia ,un reato è e resta tale ,e che ci frega del pattegiamento ,o della buona condotta ,pseudo scuse per dire tanto mica è successo a me.