Artisti ruvesi conquistano Terlizzi

Affiatato e frizzante il quartetto Dell’Aere, Evangelista, Minafra, Di Vittorio.
Il rosso della danseuse, il verde della poetessa, il bianco del musicista, il giallo del palloncino, il chiarore della pietra, l’avvenente Bifora bucolica e floreale, il fascino di uno scorcio terlizzese che profuma di verginità e dal sapore di antico. Un transfert di poesia e di infinito in un luogo – Via Toselli – che è infinito come la suggestione che offre generoso a chi lo vive.
In questo splendido utero di bellezza nella serata di venerdì 22 luglio Raffaella Anna Dell’Aere ha immaginato una poliedrica degustazione di sapori e odori letterari, musicali e artistici, dal titolo “il suono dell’anima”.
Ben due sono stati i libri oggetto dell’ardita presentazione:”Anima Da Mare”, a cura di Raffaella Dell’Aere e “Suonatore di Corno”, a cura di Maurizio Evangelista. Due inedite raccolte di poesie che per entrambi i giovani scrittori sono un’opera prima.
Nel corso della serata i due poeti hanno eseguito alcune letture da manuale in una scenografia caricata di pathos e fervore dalle suggestive performances di Mimma Di Vittorio – danzatrice – e di Livio Minafra – musicista e compositore a tutto tondo.
La danseuse delizia il pubblico presente prima comparendo come una ninfa dalla bifora, poi scende in terra e il suo sguardo da etereo si tinge di corporeità, scaltrezza; s’acuisce e diventa lince. Con movenze feline e decise, rapaci e di fervore intrise, striscia e si arrampica, sguscia e si contorce, poi s’avvinghia come un serpente e diventa demone; Dell’Aere legge e cerca di dominarla con un braccio teso. I verdi occhi della scrittrice urlano e si dimenano come fiamme mosse dal vento; cercano il pubblico e lo inchiodano inesorabilmente ad ogni parola; e ogni verso recitato a voce alta e forte è un sussulto, un denso spasmo che si perde nei vicoli del piccolo borgo, echeggiando tra muri e archi.
“Divina Rendimi” segna il punto più alto di questa recitazione, in un travaglio rosso sangue della bionda valchiria con l’agile felino danzerino. L’epica ‘lotta’ tra le due amazzoni prosegue per alcuni minuti mentre l’abilissimo Minafra – come un magico pifferaio con una piuma rosa salmone in testa – tinteggia con pennellate forti gli acuti di questo metaforico dissidio interiore; scandisce i tempi, le pose, le prese, gli sguardi, i sorrisi. Ed ecco come una normale presentazione letteraria si sublima in un alto momento di danza e teatro dove non c’è un protagonista, ma una squadra che duetta, duella, dialoga e diverte, tirando via il pubblico presente dalla banalità della quotidianità e trascinandolo in un vortice di silenzi compiacenti e compiaciuti.
Un timido palloncino squilla come acqua sul fuoco, come aria fresca su terre che bruciano e ammonisce come un sacerdote nel sacro tempio, la virtuosa duplicità dell’animo umano: la quiete e la tempesta, il giorno e la notte, il bianco e il nero, l’ardore e il sudore, l’ardimento e la paura, il travaglio e la serenità. Evangelista recita le sue poesie – tra cui l’inedita “Jerry Lee” – con un cappello nero in testa e sembra incamminarsi come Pierrot sul sentiero serotino dei propri desideri, svanendo nella notte dei suoi travagli e della sua malinconia. Tutto è simmetria in via Toselli, come in un crocevia di ragione e follia, placida quiete e lucida frenesia. Tutto è geometria e armonia, proprio come i due archi verdi della grande bifora che dall’alto osserva tutto in religioso silenzio. Un’atmosfera sacra incornicia le letture dei due poeti e la chiacchierata finale, per mettersi un po’ a nudo senza filtri e tatticismi. A concludere la serata alcune letture incrociate dei due poetanti dal pulpito improvvisato di un grazioso balconcino emozionato, per lasciare la parola all’ultimo gustoso assolo di Livio Minafra.
Luigi Zoja – scrittore e psicanalista – afferma che la bellezza è la condivisione nell’antica agorà greca, perché bellezza è giustizia e quindi condividere insieme le stesse storie, gli stessi sentimenti, essere un tutt’uno armonico in cui alcuno è escluso, ma tutti si è parte di qualcosa che vive e cresce.
Nella piccola agorà di via Toselli quattro ragazzi hanno provato ad offrire un po’ di bellezza e a distribuire ricchezza e passione in una fresca serata d’estate.
Un ringraziamento particolare a Cinzia Cagnetta per la sua dedizione e ospitalità.
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