Arresti per usura. E i nomi? Intervento dell’Ordine dei giornalisti

Redazione

Le riflessioni del giornalista di Rai3 e Consigliere nazionale dell’Ordine, Pino Bruno

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota del giornalista Rai e Consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Pino Bruno su una questione estremamente importante perchè attiene a principi garantiti dalla Costituzione, a partire dalla libertà di stampa fino a quello degli arrestati a non essere bersaglio della “gogna mediatica”.

La vicenda riguarda l’arresto a Trani di 5 persone da parte della Guardia di Finanza con l’accusa gravissima di usura. Però, come sempre accade quando ad agire è la Finanza, i nomi degli arrestati sono stati omessi.

Questo il contenuto della lettera aperta inviata al Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, al Segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, ai Direttori dei quotidiani pugliesi.

“Gentile collega,

ieri ho appreso che anche gli usurai godono della protezione della Carta di Treviso. A Trani ne sono stati arrestati cinque, ma la Guardia di Finanza non ha voluto rivelarne i nomi. Nuova categoria protetta? Prodromi dell’informazione che verrà, quando saranno in vigore le nuove norme su intercettazioni e dintorni?

Ironia a parte, c’è qualcosa che non va nell’informazione sui reati fiscali e finanziari. Un disagio avvertito soprattutto dai cittadini che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo, ma anche da numerosi colleghi.

Due anni fa avevo reso pubbliche le mie perplessità: “…Da qualche tempo sta diventando un’abitudine, da parte delle Forze dell’Ordine e delle agenzie della Pubblica Amministrazione che accertano reati tributari: diffondere comunicati che non comunicano i nomi di chi avrebbe violato la legge. E noi che facciamo? Pubblichiamo comunque?”

Non ho certezze. Pongo un problema. Una notizia è tale se omettiamo anche una sola delle “cinque doppie vu”? Non stiamo parlando di soggetti deboli tutelati dalla Carta deontologica di Treviso, il cui diritto alla riservatezza prevale su quello di cronaca. In questo caso ritengo che il COSA, il DOVE, il QUANDO, il PERCHE’ siano altrettanto fondamentali del CHI.

L’obiezione più ovvia è che se pubblichiamo i nomi di chi è stato denunciato per aver evaso le tasse (oppure fa lavorare in nero, oppure fa l’usuraio) esponiamo queste persone alla “gogna mediatica”. Dovremmo dunque attendere l’ultimo grado di giudizio? Ci poniamo lo stesso scrupolo quando, invece che di colletti bianchi, scriviamo di ladri di polli o presunti violentatori rumeni?

Sarebbe il caso di confrontarsi, discutere. Noi giornalisti con magistrati e dirigenti delle Forze dell’Ordine. Rispetto delle reciproche responsabilità, per far prevalere i diritti dei nostri veri editori di riferimento: i cittadini che acquistano i giornali, ascoltano i notiziari radiotelevisivi, si informano sul web”.

I problemi posti dal collega e Consigliere Nazionale dell’Ordine, Pino Bruno, sono importanti e meritano grande attenzione. Ci permettiamo di aggiungere solo un altro profilo di discussione: l’interesse pubblico a conoscere i nomi degli arrestati in uno Stato democratico è necessario anche per scongiurare abusi da parte della Pubblica Amministrazione della Giustizia. Uno Stato democratico, infatti, non può permettersi di privare la libertà di un cittadino senza informare gli altri cittadini di quello che sta facendo nel loro nome. Così avviene solo nelle dittature. E’ chiaro che la scelta delle Forze dell’Ordine in Italia, per fortuna, ha altre ragioni. Ma è opportuno sempre tenere desta l’attenzione su problemi delicati come questi.

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Commenti

  • Chiollodario (utente non verificato)

    Ma guarda un po`: su Ruvolive si fa una lettera di protesta perche` “si vuole sapere di piu`” e non esce una lettera di protesta per la ormai prossima “legge bavaglio” in cui, anche sapendo “cosa, dove, quando e perche`” non potete scrivere nulla!
    SIATE COERENTI ED ESPRIMETE LA VOSTRA OPINIONE ANCHE SU QUESTO E NON SOLO QUANDO VI CONVIENE!!!

  • nerone2005 (utente non verificato)

    per me sono beneffattori fin quando non cambiano le leggi

  • crimsonking (utente non verificato)

    questa vorrebbe essere la prova che c’è davvero un giornalista che scrive su ruvolive? mah