Aree per impianti da fonti rinnovabili: l’Hotel Pineta “trascina” Palazzo Avitaja in tribunale

La Redazione

Obiettivo: far annullare un’ordinanza in tema di energie rinnovabili e aree “non idonee”. Il Comune si difende. In discussione anche il regolamento regionale.

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Il caso legale potrebbe mettere in discussione finanche un regolamento della Regione Puglia  che autorizza ad installare impianti di fonti rinnovabili (fotovoltaici, solare termico, ecc.) su aree e siti del territorio.  

Secondo la delibera di giunta n. 179 il braccio di ferro legale sarebbe partito ad aprile scorso quando l’hotel Pineta, attraverso il proprio legale di fiducia, ha presentato ricorso al Tar “per l’annullamento, previa concessione delle misure cautelari, dell’ordinanza dirigenziale n. 40/20 dello scorso 14 aprile 2014 e di ogni altro atto connesso e se occorre anche del regolamento regionale 30.12.10 n. 24”.

Si tratta infatti del provvedimento della Regione Puglia che nel 2010 ha varato appunto il “Regolamento attuativo del Decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico riferibile alle Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati da fonti rinnovabili nel territorio della Regione Puglia”. 
Una questione spinosa che, alla pari della materia sull’installazione delle antenne e ripetitori di telefonia mobile, avrebbe interessato quindi i titolari dello storico hotel posto dagli anni ’70 nella zona della chiesa di San Michele Arcangelo alle pendici dell’altrettanta storica pineta comunale.

L’ordinanza a firma del dirigente responsabile emessa da palazzo Avitaja ad aprile scorso (che tra l’altro non risulta consultabile sul sito internet comunale) avrebbe indotto quindi il legale rappresentante dell’albergo con annessa sala ricevimenti, Luigi De Bartolomeo, rappresentato e difeso dall’avv. Giuseppe Macchione, a costituirsi in giudizio dinanzi al Tar Puglia.

Dal canto suo la giunta comunale, nello stesso provvedimento, ha disposto al proprio responsabile dell’ufficio legale, Domenico Castellaneta, di “procedere a mezzo determinazione dirigenziale all’individuazione del legale che dovrà costituirsi per conto del Comune” nel giudizio che si dovrà avviare.

 

 

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