Approvato il Piano Straordinario Regionale per la gestione dei cinghiali. Coldiretti soddisfatta

Coldiretti Puglia evidenzia i danni a persone e cose prodotti dagli animali

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La Giunta regionale, a seguito di recepimento del parere favorevole dell’ISPRA, ha approvato il Piano Straordinario Regionale per la gestione e il contenimento della fauna selvatica in Puglia della specie cinghiale selvatico.

Si tratta di un documento programmatico per la gestione di una specie che potrebbe arrecare danni alle colture agricole, al patrimonio faunistico e alle attività e produzioni zoo-agroforestali. Gli obiettivi strategici del Piano riguardano la riduzione degli impatti causati dai cinghiali sulle produzioni agricole, sugli allevamenti, sulle attività antropiche e sui manufatti, dei rischi di sinistri stradali in cui è coinvolta la specie, degli impatti causati dai cinghiali sulle specie e sugli habitat naturali e della riduzione dei rischi di interazione tra esemplari selvatici e domestici.

In una nota, Coldiretti esprime soddisfazione per lo strumento che potrà portare al contenimento del problema legato ai cinghiali. «I branchi dei cinghiali si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute» afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. E sottolinea: «La situazione è diventata insostenibile in città e nelle campagne con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole ma  viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale».

«Particolarmente a rischio sono le aree della Murgia barese e tarantina, del Gargano e del subappennino dauno – incalza il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni – divenute l’eldorado dei cinghiali, con una frequenza preoccupante di incidenti stradali, ma devastano i raccolti divorando lenticchie di Altamura. cicerchie, fave, ceci e piselli, broccoletti, ortaggi, piantine appena seminate di favino e grano, uva soprattutto su vite a spalliera, frutta scuotendo gli alberi, tutto il sottobosco e la biodiversità dei boschi e dei parchi».

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Commenti

  • Michela Adessi (utente non verificato)

    Da questa notizia sono chiarissimi i dettagli di questo piano straordinario. Sono decisamente più erudita ora circa tale problematica.