Appare la Quarantana, simbolo di penitenza

Maria Tedone

Sarà bruciata il giorno di Pasqua al passaggio della statua del Cristo Risorto.

0 commenta

Puntualmente, come ogni anno, il giorno delle ceneri appare in alcuni punti della città, vestita di nero, ad indicare a tutti i ruvesi che è tempo di penitenza. E’ la Quarantana (da quaranta, quanti sono i giorni che resterà appesa), moglie di Carnevale defunto il giorno precedente tra schiamazzi e bagordi.

Tanti gli attributi che corredano questo fantoccio vestito a lutto: in mano ha un’arancia dove sono conficate sette penne di gallina, un fuso e un ombrello, visto il periodo con avverse condizioni atmosferiche, a significare che nel periodo di Quaresima ci si deve dedicare esclusivamente al lavoro, come simboleggiato dal fuso, mettendo al bando pietanze succulente, così come attestato dall’arancia.

Un tempo, ogni settimana, la Quarantana veniva calata a terra e privata di una penna fino alla eliminazione dell’ultima che coincideva con la Settimana Santa. Il fantoccio, generalmente imbottito di paglia, nasconde all’interno alcuni petardi a cui viene dato fuoco il giorno di Pasqua al passaggio della statua di Gesù Risorto a testimoniare la fine della penitenza.

Ruvo è ancora una di quelle poche città a tramandare questo antico rito che sembra affondare le radici nel Paganesimo, allor quando si volevano ringraziare gli Dei perchè vi fosse un’abbondanza di messi e un proficuo raccolto di prodotti agricoli.

La tradizione di allestire le quarantane da parte dei privati è andata, man mano, perdendosi tanto che sono in pochi che continuano a portarla avanti. Da qualche anno, l’associazione culturale e teatrale “Biagio Minafra”, al fine di tramandare questo rito contadino, appende nei pressi della propria sede il fantoccio come proseguo e corollario delle manifestazioni carnascialesche.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!