Antonio Amenduni: «Orgoglioso del fermento musicale ruvese»

La Redazione*

«Tutto ciò che si crea è assai propositivo per i ragazzi che vogliono avvicinarsi alla sfera musicale».

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Grande successo di pubblico nella serata centrale della rassegna corale “Canterò per sempre l’Amore del Signore” a cura dell’associazione “Michele Cantatore” con il patrocinio dell’Unione Europea, della Regione Puglia, del Comune di Ruvo di Puglia, Assessorato alla Culturadella Diocesi Molfetta-Giovinazzo-Terlizzi-Ruvo di Puglia, dell’Ascom Ruvo.

L’Ensemble Romano, un quintetto che già l’anno scorso aveva partecipato con l’intera Cappella Sistina alla manifestazione, è stato straordinario e riempito di sollenità la Concattedrale di Ruvo di Puglia, facendo avvertire, insieme al coro Gregoriano “Novum Gaudium” che si era esibito in precedenza, al pubblico prense la forte presenza del Maestro Michele Cantatore.

L’ultima serata presso la Chiesa S. Giacomo Apostolo ha dato spazio al concerto per soli, coro e orchestra: solisti, Matteo Bertarelli, tenore, Antonio Colamorea, tenore, Domingo Stasi, tenore, Natalia Abbascià, soprano, con la partecipazione straordinaria di Antonio Amenduni, Flautista; il grande Coro sarà composto dalla Corale Polifonica “Michele Cantatore” della Parrocchia San Michele Arcangelo, dai cori della Diocesi, dalla Corale “San Giacomo Apostolo”, Maestri del Coro Angelo Anselmi e Lucia De Bari; orchestra “Italian Philarmonic Orchestra” diretta da Ovidiu Balan.

Grande attesa per stasera per l’esibizione del nostro concittadino, flautista di fama internazionale, Antonio Amenduni che così esprime e racconta la sua esperienza artistico-musicale.

I ruvesi hanno accolto con piacere la notizia della tua presenza alla manifestazione. Sentivi il bisogno di avvicinarti alla tua terra musicalmente parlando?

Intanto ti ringrazio per aver pensato a questa conversazione. Sono grato al Maestro Angelo Anselmi, direttore artistico dell’evento e al Maestro Simone Lovino (mio amico fraterno) che hanno avuto l’idea e il piacere di ospitarmi all’interno di una rassegna corale! In tutti i campi artistico-culturali, se si ha volontà di migliorarsi, di crescere e perché no, di avere un pizzico di ambizione per affermarsi nel tessuto internazionale, si ha la necessità di evadere dalla terra natia. La mia presenza a Ruvo, fino alla fine degli anni ’90 è stata costante e attiva pur avendo avuto una parentesi di vissuto romano. Successivamente (anche grazie alla buona sorte) ho colto al volo condizioni favorevoli che hanno portato a migliorare la mia volontà facendola maturare e, il mio desiderio di crescita, a dovermi confrontare con realtà solide del panorama musicale, dapprima italiano e successivamente internazionale. In realtà non ho sentito il bisogno di avvicinarmi alla mia terra (come tu mi chiedi) perché, anche se non presente, ho sempre seguito con attenzione le varie fasi di tutta l’attività musicale che si svolge a Ruvo sentendomi sempre ruvese!

Puoi anticiparci qualcosa su quello che proporrai al pubblico.

Beh certo. Siamo in una terra che ha come simbolo e immagine musicale la grande e esemplare tradizione bandistica. Ruvo fornisce da decenni numerosissimi musicisti alla bande più blasonate della Puglia, che sono e rimangono le migliori del circuito quando parliamo di bande a tradizione lirica. Insomma in un territorio dove “il bel canto” è di casa non potevo non proporre una composizione tratta da temi operistici. Mi esibirò con la Fantasia sulla Carmen di Bizet, con temi e variazioni, scritta da un flautista francese dell’800, Françoise Borne. Altresì molte penne del giornalismo del settore hanno scritto che proprio la Carmen-Fantasy è il mio “cavallo di battaglia”. (Incrocio le dita!!!)

Come giudichi questa iniziativa per ricordare il M° Cantatore e cosa ricordi personalmente di lui.

La grande religiosità! Molti miei coetanei studiavano con il Maestro e talvolta partecipavo agli incontri che  organizzava periodicamente per “unire” i ragazzi, che lui definiva, “della strada”. Suonavo con lui i Corali (che chiamava “Coralini”) di J.S.Bach. Eppoi, quante SS.Messe di matrimonio! Mai, abbiamo eseguito la Marcia Nuziale di Mendelssohn, sempre Wagner! “Figliuolo”, mi chiamava… E’ questo il ricordo indelebile del Maestro Cantatore, un uomo di una grandissima interiorità e trasparenza. Mai un termine più appropriato per una persona, un’icona. E’ sotto gli occhi di tutti che “semplicemente grazie” ad una rassegna corale sono transitati a Ruvo nomi come Frisina, Sica, Palombella, coro e quest’anno ensemble della Sistina così come Balan, allievi di Pavarotti e Italian Philharmonic Orchestra! E siamo appena alla 4° edizione! Nomi altisonanti che rendono un giudizio assai positivo all’iniziativa. Ad  maiora!!!

Il fermento musicale ruvese è in continua crescita tra concorsi pianistici, clavicembalistici, Talos Festival, rassegne corali: hai riscontrato un’impennata in tal senso?

Devo ammettere, soprattutto guardando cosa succede principalmente in Italia e all’estero (per fortuna non in tutto il mondo!!) che le numerose attività organizzate a Ruvo fanno pensare ad un’azione virtuosistica in controtendenza rispetto i canoni di questo delicato momento. Innanzitutto i miei complimenti più proficui a tutti gli operatori che, credo, con grande difficoltà riescono a donare ai ruvesi quell’apporto culturale fondamentale per una crescita educativa completa. Vedere manifestazioni che durano nel tempo è indicatore del lavoro svolto bene! Vedere gli artisti, di alto profilo, che animano queste manifestazioni è il target e la serietà organizzativa! Vedere la cittadinanza partecipe e entusiasta degli eventi culturali nel proprio paese è una grande soddisfazione da parte di TUTTI. Certo che ho riscontrato un’impennata nel fermento musicale ruvese! Ma questo non lo dico perché me l’hai chiesto! Ho pensato ciò soprattutto quando, lo scorso anno, proprio in un concerto della rassegna corale, ho avuto il piacere di assistere ad un concerto tenuto dal Coro della Cappella Sistina di Roma! Avere in una rassegna corale un ensemble dal blasone del coro citato, mi ha fatto sentire un ruvese orgoglioso! Credo che il tessuto culturale ruvese è in forte ascesa e grazie a questo fermento tutti i cittadini hanno modo di apprezzare e giudicare i vari artisti che si esibiscono nelle varie manifestazioni della nostra cittadina.

Ci farebbe piacere conoscere tue notizie circa la tua attività concertistica e professionale. Parlaci di te e dei tuoi prossimi impegni musicali?

Opsss.. Preferirei sentir parlare gli altri di me perché ritengo che tutte le critiche, sia positive sia (soprattutto!) negative, sono sempre un momento di crescita. Divido i miei impegni musicali in tre compartimenti (sempre artistici). Nell’ordine attività concertistica, attività didattica e attività organizzativa. Dopo la bellissima e lunga esperienza da “orchestrale” (tra le altre orchestre, ho suonato da primo flauto nell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e del Teatro alla Scala di Milano), mi sono dedicato alla famigerata “carriera solistica”! Perché famigerata? Perché in molti pensano che questo “lavoro” precluda serenità e stabilità. Al contrario! Mi fa sentire assai sereno dopo aver visto come vive la gente in Bielorussia, in Corea del Nord, in alcune zone della Cina e della Russia, in Moldavia… E mi fa sentire un grande senso di stabilità andando a suonare in Paesi come Germania, Austria, Finlandia, Svezia, Nazioni Unite, Corea del Sud… Sono stato ospite in 47 Paesi. In molti la cultura musicale è il toccasana del modo di vivere. Non posso dimenticare una emozione unica (dopo un primo impatto di disappunto!). North Carolina, USA, Greensboro, città di 150 mila abitanti, ha attive tre orchestre sinfoniche. Sono stato ospite in una, ma l’orchestra aveva una particolarità! Solo le prime parti, cioè 14 professori d’orchestra, erano musicisti professionisti, gli altri 46 semplici dilettanti! Persone che dopo l’orario lavorativo, passavano da casa per prendere il proprio strumento e far parte di un organismo che produceva cultura musicale. E i 14 professionisti? Unitamente con la stessa voglia e aspirazione! Che esperienza bellissima… Nulla da togliere alle mie performance in Sala Grande (Perelman Hall) di Carnegie Hall a New York, Sala Philharmonie a Berlino e Sala d’oro del Musikverein a Vienna. Anche l’attività didattica mi permette di viaggiare molto. Sono stato docente presso la Sungshin University di Seul per oltre un anno. Ho tenuto master-class in USA, Belgio, Russia, Romania, Cina, Spagna, Slovenia e naturalmente in Italia. Stabilmente ricopro la docenza presso l’Accademia Italiana del Flauto di Roma e il Conservatorio “U.Giordano” di Foggia. Da qualche anno l’attività organizzativa mi porta via molto spazio alle attività personali artistiche. Ricopro il ruolo di Direttore Artistico in numerose manifestazioni nazionali e sovente anche fuori Italia. Dal Columbus Festival di New York, al China Tour dell’ Italian Philharmonic Orchestra, dal FlutEnsemble Day di Iglesias ai Corsi Internazionali di Sant’Antioco in Sardegna. Per la maggior parte, attività rivolte ai giovani musicisti che intraprendono la carriera professionistica. Il futuro? Sarò in Cina, Bielorussia, Spagna, Germania e Messico con alcuni concerti in Italia. Poi ancora tanti sogni nel cassetto!!!!

Cosa faresti dall’alto della tua esperienza per migliorare il livello musicale ruvese?

Non mi sento di offrire consigli, pareri, suggerimenti e quant’altro a molti amici che si dedicano nell’ambito della cultura musicale. Sono a conoscenza di numerosissime attività che vengono elaborate e predisposte da altrettanti numerosi volenterosi sia in ambienti privati, sia associativi sia pubblici.  Altri operano nei paesi limitrofi non trovando spazi adeguati nel territorio ruvese. A mio avviso tutto ciò che si crea è assai propositivo per i ragazzi che vogliono avvicinarsi alla sfera musicale. Tutto questa avviene, nella maggior parte dei casi, con un apporto ridottissimo di sovvenzioni pubbliche e/o private. Per poterci migliorare dobbiamo scrutare e prendere a modello alcuni esempi che troviamo in territori virtuosi. Per esempio in Lettonia, Paese con un’altissima densità di musicisti di tutte le estrazioni; componenti di orchestre, di ensemble, di bande, di cori, di gruppi folcloristici uniti per la “musica” , colta e non. Grazie a questa forma-mentis affiancano il proprio stile musicale in miriadi attività come per esempio la musica e i prodotti locali, la musica e territorio, musica e spettacolo, musica e televisione, musica e parole, musica e poesia, musica e teatro, musica e … esportando il prodotto musico-culturale all’interno del territorio stesso così da creare un dialogo e un confronto costruttivo con le attività e soprattutto tra i promotori delle iniziative.

*Si ringrazia Paolo M. Pinto Uff. Stampa Double P Communication

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Commenti

  • pasquale bernardi (utente non verificato)

    sono certo che papà Biagio,compianto amico mio,da lassù farà assistere ai tuoi virtuosismi tutti quelli che lo circondano.byby