Alberto Stasi è innocente. Il delitto di Garlasco non ha un colpevole

Redazione

La notizia è arrivata immediatamente anche a Ruvo, città natale del padre di Alberto

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Il Gup di Vigevano Stefano Vitelli ha assolto con formula piena Alberto Stasi dall’accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi assassinata nella sua casa di Garlasco in provincia di Pavia. Alberto Stasi e’ stato assolto in base a quella che una volta veniva definita ‘insufficienza delle prove’. L’accusa aveva chiesto una condanna a 30 anni. La sentenza e’ venuta al termine di una camera di consiglio durata oltre 4 ore.
La notizia ha fatto immediatamente il giro d’Italia ed accolta, naturalmente, con grande attenzione a Ruvo, città di origine della famiglia Stasi. Il padre, infatti, è nato proprio a Ruvo.

Ventiquattro udienze, due anni e mezzo di indagini, decine di perizie per arrivare al verdetto sul delitto di Garlasco. Pochi personaggi in una trama apparentemente banale di quello che si e’ rivelato un intrigo degno della penna di Georges Simenon. E’ il 13 agosto 2007. Alle 13 e 49 un ragazzo di 24 anni, Alberto Stasi, chiama il 118 per chiedere i soccorsi. "Ho trovato una persona uccisa in via Pascoli, correte", dice, e anche sul tono della voce di questa chiamata, "preoccupato", "neutro", "glaciale", sara’ costruita l’accusa contro di lui. "Una persona": cosi’ Alberto definisce la fidanzata Chiara Poggi, di due anni piu’ grande, uccisa a casa, in via Pascoli. Alberto e Chiara, fidanzati da 4 anni. Lui, studente in Economia alla Bocconi. Lei, da poco laureata, stagista a Milano.
Qualche minuto dopo, Alberto e’ nella caserma dai carabinieri del paese. Risponde per ore, sino alla mattina successiva, a tutte le domande: nessuna esitazione nel racconto, che ripetera’ sempre, senza una sbavatura.
Dopo due anni e mezzo la sentenza che ha già diviso gli italiani in colpevolisti e innocentisti. Ma per il giovane di origini ruvesi è davvero la fine di un incubo.
Il giudice per le udienze preliminari lo ha ritenuto estraneo ai fatti.

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Commenti

  • memoriastorica (utente non verificato)

    Una domanda per la redazione: siete sicuri che il padre di Alberto Stasi è di Ruvo di P., o almeno è nato a Ruvo? Vi siete accertati voi come redazione per cui la notizia è certa, oppure vi siete rifatti al chiacchiericcio che, siccome “Stasi ” è un cognome assai noto in paese deve essere per forza di Ruvo. Ma ci sono tanti Stasi anche nei paesi limitrofi e non credo che in quei paesi stanno facendo a gara per dimostrare la nascita di Stasi in quei comuni.

  • ninus (utente non verificato)

    DELITTO DI COGNE…..NON RICORDO PIU’
    DELITTO DI GARLASCO….NON MI SPIEGO
    DELITTO DI PERUGIA ALL’APPELLO ME LO SCORDERO’ PROCESSI LUNGHI SENZA SPIEGAZIONE MA SEMPRE SENZA CONDANNATI

  • gigi78 (utente non verificato)

    Non ci sono prove, vi sono solo indizi, molti indizi che non convergono e molti errori commessi durante le indagini…bisogna andare avanti fino all’accertamento della verità. L’omicidio di Chiara chiede giustizia

  • LVNDNL (utente non verificato)

    SE FOSSI IN VOI NN NE SAREI TANTO CONTENTO SE STASI COME DITE E DI RUVO…. IO M VEGOGNEREI

  • gitano (utente non verificato)

    Io conosco personalmente i cugini di alberto e poi a ruvo sono abbastanza conosciuti.Il papà di alberto, nicola , è nato a ruvo da papà rocco. Nicola parte per milano 40 anni fa e raggiunge suo fratello luigi. Vorrei chiedere a LVNDNL di cosa si dovrebbero vergognare i ruvesi???? Se non ci sono prove di solito il fatto non sussiste!!! qui non c’è ne da vergognarsi ne da andare fieri c’è solo da augurarsi che un innocente non si faccia 30anni e che una povera ragazza abbia giustizia!

  • gea70 (utente non verificato)

    Troppo semplice l’assoluzione per un soggetto così a rischio. Lodi e meriti al giudice Mignini che a Perugia ce l’ha messa tutta per far trionfare la verità.

  • rosys (utente non verificato)

    Francamente, diss cur, me ne infischio…