Adottato il nuovo disciplinare per gli interventi di inclusione sociale

Sono state riparametrate le fasce di reddito e viene riservata particolare attenzione alle vittime di violenza domestica. Sarà applicato in via sperimentale per due anni per poi monitorare i risultati
Un approccio nuovo che armonizza la pluralità degli strumenti a disposizione in un unico programma, un metodo più articolato e integrato e procedure chiare e trasparenti: sono queste le principali novità del nuovo disciplinare per l’accesso agli interventi di inclusione sociale rivolti a persone in situazioni di fragilità economica e sociale adottato nei giorni scorsi dalla Giunta comunale di Ruvo di Puglia.
Il nuovo disciplinare declina su base locale i princìpi utilizzati a livello regionale e nazionale nelle misure di contrasto alla povertà, come l’attivazione delle persone nei processi per il raggiungimento dell’autonomia, la presa in carico delle famiglie e non solo dei singoli, la sperimentazione di percorsi di cittadinanza attiva, le pari opportunità, l’equità di accesso e l’omogeneità nell’erogazione.
Tre le possibili forme di intervento: il supporto alla fragilità sociale, l’inclusione e le emergenze.
Nel primo caso, l’accesso ai contributi avviene attraverso un bando annuale. L’ammissione è definita da un punteggio calcolato in base ad indicatori oggettivi che riguardano la composizione del nucleo, la condizione lavorativa dei componenti, la presenza di persone affette da invalidità, anziani o minorenni, la situazione abitativa.
Per l’attivazione di percorsi di inclusione sociale, invece, è possibile presentare richieste a sportello una volta all’anno. Le attività previste in questo ambito comprendono, oltre all’erogazione di prestazioni di natura economica, anche progetti d’aiuto condivisi con i beneficiari e integrati funzionalmente con la rete dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi del territorio, con lo scopo di potenziare il capitale umano, relazionale, sociale e lavorativo dell’intero nucleo familiare. Per superare definitivamente l’ottica assistenziale, inoltre, i cittadini richiedenti saranno chiamati a percorsi di cittadinanza attiva attraverso la “collaborazione civica” volontaria, una forma di scambio di risorse tra cittadino e comunità e di responsabilizzazione nei confronti di chi entra in questi programmi di sostegno. L’ammissibilità delle istanze sarà valutata da una commissione tecnica che garantirà trasparenza, equità e pari opportunità di accesso ai benefici.
Nei casi in cui si verifichino, infine, le situazioni di emergenza descritte nel disciplinare, è possibile richiedere interventi che aiutino a far fronte a difficoltà imprevedibili e di disagio improvvise.
Altra novità è la riparametrazione aggiornata delle fasce reddituali di accesso, alla luce dell’attuale normativa regionale e delle finalità specifiche dei vari tipi di intervento. Particolare attenzione è stata riservata alle donne vittime di violenza domestica attraverso la previsione di una tipologia di sostegno ad hoc, finalizzata a creare strumenti concreti per agevolare la fuoriuscita dalle situazione di abuso, così come stabilito, tra l’altro, dalla Convenzione internazionale di Istanbul.
«Questo disciplinare – spiega la vicesindaco con delega alle Politiche sociali Monica Montaruli – ha natura sperimentale: sarà applicato per due anni e poi si procederà al monitoraggio dei risultati. L’obiettivo fondamentale è creare politiche integrate in grado di favorire concretamente l’inclusione, di contrastare in maniera efficace la povertà educativa e affettiva di bambini e bambine che crescono in contesti familiari fragili, di prevenire efficacemente e tempestivamente le situazioni di degrado e di devianza sociale e relazionale, di contenere la spesa relativa a questo tipo di interventi per incrementare l’attivazione di servizi realmente in grado di creare opportunità e autodeterminazione per i beneficiari. Per questo, nel disciplinare sono stati inseriti degli strumenti che, utilizzati in maniera sinergica con l’intero sistema di welfare locale, tendano a migliorare concretamente la qualità di vita di tanti nuclei familiari che sono a rischio di emarginazione sociale o che vivono, a volte da lungo tempo, situazioni di estrema vulnerabilità.
Ringrazio i Consiglieri della commissione Politiche sociali per aver contribuito con i loro suggerimenti e in un clima di confronto costruttivo al raggiungimento di questo importante risultato».
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