“A tavola spezzando il pane”, una giornata di solidarietà

La Redazione

Associazioni, parrocchie e confraternite insieme per donare un sorriso a chi vive quotidianamente situazioni di difficoltà

0 commenta

“A tavola spezzando il pane” è lo slogan della giornata di solidarietà che si è svolta ieri nella chiesa del Purgatorio di Ruvo di Puglia. Tante le organizzazioni coinvolte, in un panorama diversificato: associazioni, parrocchie e confraternite, con il coordinamento della Caritas cittadina.

Grazie ai cuochi dell’associazione Eat Ruvo è stato possibile realizzare un menù abbondante, tipico di un pranzo festivo. Con questo evento si sono concluse le celebrazioni dell’Ottavario, aiutando molte persone che vivono quotidianamente situazioni di difficoltà, attraverso un lavoro di ascolto e contatto personale con ciascun invitato.

La prima parte è stata dedicata ai più piccoli, con l’animazione e i giochi di strada in piazza Dante, curati dagli animatori della parrocchia di San Giacomo insieme ai volontari NoixVoi, agli operatori del centro diurno e alle ragazze del servizio civile della Caritas, col supporto della pubblica assistenza Ruvo Soccorso.

Alle 13 ha preso il via il pranzo nella chiesa del Purgatorio, grazie ai tanti benefattori che hanno devoluto cibo e prodotti per l’allestimento delle tavolate nel luogo sacro che, temporaneamente, ha fatto spazio a una grande mensa, in cui i volontari e le volontarie di tante parrocchie hanno servito i pasti. Dopo l’esperienza simile organizzata a Natale, questo evento ha fortificato la grande squadra di uomini e donne che ancora una volta si sono ritrovati a vivere una giornata di amore e dedizione al prossimo. La visita del vescovo, monsignor Domenico Cornacchia, ha reso l’esperienza ancora più emozionante.

«Ciò che porterò via con me, dopo questa bella giornata, è il sorriso di tanti bambini, il grazie spontaneo di tanti adulti, la bellezza di essere una grande squadra formata da molte persone che hanno lasciato per un po’ i loro luoghi di origine per condividere un grande progetto in comune, potendo regalare, seppur per un giorno, il sorriso a chi è meno fortunato di noi», ha commentato uno degli organizzatori.

avatar

Commenti

  • vincenzo catalano (utente non verificato)

    è questa la Chiesa che ho sempre sognato. La Chiesa che, papa Francesco secondo lo spirito del vangelo, vuole affermare. Una chiesa al servizio degli ultimi. Una chiesa come casa aperta. Diceva don Tonino ” chi non vive per servire, non serve per vivere”. Questo motto se vale, come vale a mio modesto parere per gli uomini, a maggior ragione vale per la chiesa come comunione di uomini e donne.