A scuola di 3D

La Redazione

Grande interesse ha suscitato nei bambini delle terze classi del secondo circolo “San Giovanni Bosco” l’incontro con i ragazzi dell’azienda Crea di Bartolomeo Paparella

0 commenta

Uno dei compiti più impegnativi per un docente è preparare i propri studenti a un futuro che diventa sempre più complesso. Quando gli insegnanti erano bambini, i cambiamenti erano lenti e davano il tempo all’individuo di abituarsi e razionalizzare ciò che gli accadeva intorno. Ora invece si fa fatica a seguire l’evoluzione di un mondo che si modifica in modo così repentino da rendere difficile l’adattamento. Soprattutto lo sviluppo tecnologico apporta nel tessuto sociale una vera e propria rivoluzione nelle abitudini e nel modo di pensare.

Se questo è vero per gli adulti, lo è però un po’ meno per i ragazzi. Loro sono più pronti: sono recettivi a ogni novità. E una novità è giunta anche nelle classi della scuola primaria del secondo circolo didattico “San Giovanni Bosco” grazie alla ditta Crea di Bartolomeo Paparella, titolare di un’azienda cittadina che si occupa di stampanti 3D. «Li abbiamo fortemente voluti perché mostrassero ai nostri alunni un tipo di tecnologia che sta prendendo piede e che, in futuro, avrà sicuramente un grande impatto in tutti i campi – ha detto il dirigente scolastico Angelo Panebianco -. Inoltre questi giovani, tutti laureati, costituiscono un esempio positivo: sono la dimostrazione tangibile di quanto sia possibile operare sul proprio territorio, farlo crescere e inserirlo in un contesto internazionale. Invece di scappare alla ricerca di un lavoro, questi giovani cervelli il lavoro se lo sono inventato! Come ci hanno detto: “La nostra storia somiglia a quella di Steve Jobs della Apple: da un garage a un capannone industriale”. Ed è proprio a questo che ogni azione educativa deve mirare: creare competenze trasversali che portino il futuro cittadino ad adattarsi velocemente a situazioni nuove che di volta in volta si vengono a determinare».

L’iniziativa ha acceso dei piccoli fuochi di interesse e curiosità negli alunni delle classi terze che sono state coinvolte. Molti hanno posto domande, alcuni hanno cercato su internet maggiori informazioni. Uno di loro, Mattia, ha anche realizzato un progetto, mentre il piccolo Gianni ha commentato: «Questa esperienza mi è piaciuta molto e sono rimasto stupito perché non pensavo che fosse così particolare».

Gli insegnanti colgono dunque l’occasione per ringraziare i ragazzi della Crea «non solo per la loro disponibilità ma anche per lo splendido esempio positivo dato ai nostri bambini».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!