A Ruvo commercio assente

La Redazione
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Alla fine dell’anno scorso, circa 300 commercianti ruvesi assieme alle associazioni di categoria, denunciarono un’insufficenza d’incassi affigendo manifesti a lutto per dimostrare la morte dei negozi e delle attività.

I commercianti si lamentarono dei grandi centri commerciali e degli orari d’apertura ed accusarono le forze politiche. Nei manifesti scritti c’era scritto: “le forze politiche e amministrative che con la loro ottusa cecità e la totale sordità ad ogni sollecitazione, hanno privato Ruvo di tutte le possibilità di ripresa.”

Vito d’Ingeo, il presidente dell’Ascom (associazione dei commercianti) aveva denunciato un’assoluta mancanza d’attenzione, “per l’assenza di progettualità, senza un piano commerciale mai affrontato dalle amministrazioni.”

Causa principale dell’assenza di commercio a Ruvo inoltre, è stata la “morte del centro storico”, determinata, secondo l’Ascom, dalle diverse amministrazioni che dal 1999 ad oggi, “non hanno ideato un piano commerciale coerente all’attività economica ruvese. Notiamo infatti l’assenza di un commercio stabile e centrale che crei movimento e attenzione nella zona in questione, fornito invece in precedenza dal commercio del mercato del pesce. A questo si unisce lo spostamento dell’attività burocratica dal centro e della biblioteca comunale”.

“L’Ascom ha cercato di arginare il problema organizzando manifestazioni (sagre, notte bianca, apertura nei festivi) che riversassero nuovamente l’attenzione sul centro, aumentando i forestieri dai paesi limitrofi. Ma sarebbe opportuna anche una innovazione urbanistica, ad esempio la creazione di autosylos per facilitare il parcheggio in paese e che incentivino il movimento in centro”.

 

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