A quattro anni dalla sua istituzione: ancora caccia nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Rosanna Ciliberti

Antibracconaggio: notizie dal Corpo Forestale dello Stato.

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Lo scorso 13 gennaio, agenti del Comando Stazione del corpo Forestale dello Stato di Ruvo di Puglia, in località “Lama Pagliara”, agro dello stesso comune, ricadente nella zona 1 del Parco (area a maggior valore naturalistico, comprendente la scarpata murgiana caratterizzata dai boschi naturali di roverella), sottoposta a divieto assoluto d’introduzione d’armi e d’esercizio dell’attività venatoria, ai sensi delle leggi 157/92 e 394/91, verso le prime ore del mattino, hanno sorpreso due cacciatori, provenienti dal sud barese, dediti alla caccia in danno ad esemplari definiti di avifauna migratoria e meglio conosciuti come tordi.

Si tratta dell’ennesimo episodio che si registra nella stessa area, nonostante la continua azione di controllo e i continui sequestri da parte degli agenti del Cites.
Il movente che spinge i cacciatori ad addentrarsi in quest’area protetta, riviene dal fatto che in quest’habitat le specie migratorie trovano le condizioni ideali per superare l’inverno, riposarsi e riprendere il viaggio, a fine inverno, verso i siti di nidificazione.
I due, sprovvisti di porto d’armi sono stati deferiti alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Trani e il materiale trovato in loro possesso (munizioni e fauna abbattuta) sono stati posti sotto sequestro.

Altro episodio di bracconaggio, sempre nell’agro del comune di Ruvo di Puglia, è stato accertato dallo stesso personale del C.F.S, in tarda mattinata, verso le undici, in località “Bosco Jatta”, ricadente anch’essa nella zona 1, area del complesso- bosco “Scoparello-Cortogigli-Lama d’Ape”.
I due individui, provenienti dall’hinterland napoletano, privi di autorizzazione all’esercizio dell’attività venatoria nella provincia di Bari, hanno consumato la loro battuta di caccia a danno di un’esemplare di beccaccia, abitatrice dei nostri boschi e grande indicatore biologico della salute dello stesso habitat.

L’abbattimento della beccaccia è stato eseguito con l’ausilio di tre cani setter, che, preventivamente, fiutavano le tracce del selvatico e ne segnalavano la presenza ai due cacciatori per mezzo di una radio collare che, a seguito di un segnale sonoro (bip), gli permettevano di avvicinarsi alla selvaggina e approntarsi all’abbattimento.
Anche in questo caso, gli uomini del Cites hanno sequestrato i mezzi di caccia e l’esemplare abbattuto, denunciando i bracconieri alla Procura.
In entrambe i casi, si rischia l’arresto sino a sei mesi o un’ammenda per un massimo di €12.900, con confisca dei mezzi di caccia e sanzione accessoria della sospensione della licenza di caccia per merito delle autorità di P.S.

Fortunatamente, il Corpo Forestale dello Stato, ha intensificato i controlli, lavorando per contrastare gli episodi di bracconaggio che purtroppo sono in aumento.
Grazie agli interventi del C.F.S, si cerca di contribuire a ripristinare il minimo di legalità sul fronte della tutela ambientale e del bracconaggio.

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Commenti

  • MaledettoXVI (utente non verificato)

    Addirittura questi vengono da Napoli per cacciare nel bosco Scoparello! Speriamo che gli facciano pagare uno sull’altro i 12mila euro di multa, e poi vediamo se gli viene ancora voglia di farsi il pranzo a base di beccaccia.

  • barbetta1946 (utente non verificato)

    Ce da chiedersi perche fanno bracconaggio?

  • mulan (utente non verificato)

    beh, barbetta…il perchè?? non tutti i cervelli concepiscono valide alternative all’aggressività, al non rispetto…che poi, io non concepisco nemmeno “l’autorizzazione all’esercizio dell’attività venatoria”…per me la caccia è sempre e comunque un’espressione di violenza ingiustificata e ingiustificabile!

  • amilcare (utente non verificato)

    Ma che cavolo sparano!? animali ignari del proprio destino, nenche grandi quanto una mano. Che senso ha? Non c’è logica. Mah……ROBA DA PSICHIATRIA.

  • PABLOGAD (utente non verificato)

    PERCHE’ NON CHIEDETE AGLI AGRICOLTORI COSA ACCADE QUANDO SI AVVICINANO I CACCIATORI? UN PROIETTILE E’ FORMATO DA PIU’ PALLINI CHE SI APRONO A VENTAGLIO ( PER POTER COLPIRE L’ANIMALE IN VOLO) E CAPITA SPESSO CHE QUESTI PALLINI CADANO VICINO A CHI, IGNARO, LAVORA!!
    VIA I CACCIATORI DALLE CAMPAGNE!
    … BRAVA ROX PER L’ARTICOLO!