A lezione di storia ruvese dai “piccoli maestri” dalla Bovio

Elena Albanese

La visita guidata al Museo Jatta ha permesso loro di ammirare i miti greci dipinti sui vasi, che Cleto Bucci ha raccontato come vere e proprie favole, da ognuna delle quali trarre una morale per la vi

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Sono stati gli alunni delle quinte classi, sezioni A e B, a tenere, giovedì scorso presso la Sala Carrante del 1° Circolo Didattico “G. Bovio”, una lezione sulla storia locale greca, preromana e romana. Lo hanno fatto come completamento di un percorso in 10 tappe che hanno svolto durante l’anno scolastico nell’ambito del PON 2007-2013 “Tanti modi per esprimerci”. Coadiuvati dalla Dirigente Scolastica Teodora Concetta Mazzilli e aiutati dagli insegnanti Edvige Di Venezia e Gianfranco Damasco, hanno imparato storia e tradizioni del nostro paese grazie alle nozioni impartite loro dall’esperto Cleto Bucci. Che, alla fine di un’esperienza che egli stesso definisce “nuova ed eccezionale”, siede nella parte più nascosta della prima fila e ascolta come uno spettatore qualunque. L’aula è affollata di docenti, genitori e rappresentanti delle istituzioni.

Singolarmente o in piccoli gruppi, supportati da un videoproiettore e dalla presenza rassicurante delle maestre che suggeriscono (ogni tanto) e annuiscono soddisfatte (spesso), i giovanissimi espongono tutti i temi trattati.
Dopo aver visto e studiato la mappa di Ruvo, hanno scoperto che era anticamente composta da diversi nuclei abitativi, di conseguenza nel corso degli anni sono state ritrovate tombe in vari luoghi della città. Le tombe sono state poi classificate in base alla classe sociale a cui apparteneva il defunto, analizzandone costruzione e arredi funerari.
Grande attenzione è stata dedicata alla “Tomba delle danzatrici”, una tra le più belle d’Italia, di cui i ragazzi hanno calcolato personalmente l’esatto luogo di ritrovamento: l’attuale Corso Cotugno, ex via dei Cappuccini. Hanno usato come punto di riferimento la posizione della Torre di Pilato, crollata nel 1881, bloccando il traffico e rischiando la pioggia. Ma sono riusciti nel loro intento. E ora chiedono al Sindaco che quel punto venga evidenziato in qualche modo, per portarne a conoscenza cittadini e turisti

Oltre alla parte teorica, importanza è stata data anche alla manualità. La celeberrima tomba è stata infatti ricreata sia in singoli modellini in scala, che vengono mostrati agli spettatori, sia nelle sue dimensioni reali. La realizzazione a grandezza naturale, davvero bella e accurata, è stata frutto di un lavoro difficile, ma attento e preciso da parte dei bambini, e fa bella mostra di sé in un’aula appositamente dedicatale.
La visita guidata al Museo Jatta ha permesso loro di ammirare i miti greci dipinti sui vasi, che Cleto Bucci ha raccontato come vere e proprie favole, da ognuna delle quali trarre una morale per la vita.
Si prosegue con la satira di Quinto Orazio Flacco che cita il nostro paese nel viaggio da Roma a Brindisi. I ragazzi ne leggono in successione dei brani. Uno di loro, arrivato il suo turno, si alza e fa un rapido segno della croce, che svela tutta l’emozione del momento, la paura e l’adrenalina. Fa pensare a quanto ci tengano a fare una bella figura e a dimostrare quanto hanno imparato. Ne è giustamente soddisfatto Cleto Bucci, che dopo decenni di attività, dice di essersi emozionato nel sentirsi chiamare Maestro, un termine che più e meglio di altri sottintende non solo la conoscenza dei concetti, ma la capacità di trasmetterli agli altri.

La lezione si conclude con i dieci buoni motivi per visitare Ruvo, che suscitano applausi calorosi da parte di tutta la platea. Da noi ci sono aria pulita, spazi verdi, strade ampie, piatti tipici, il museo, la Cattedrale, le chiese antiche, olio e vino, tradizioni e soprattutto grande ospitalità. È questo, in fondo, che hanno imparato della loro terra, perché “non si può amare qualcosa se non la si conosce”.

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Commenti

  • ciclamino (utente non verificato)

    Mi dispiace che siano state “dimenticate” le tre insegnanti che validamente hanno fatto da tutor per tutte le 10 lezioni mediando didatticamente gli interventi dell’esperto. Grazie alla preparazione da loro data agli alunni, questi hanno potuto proficuamente acquisire le ulteriori nizioni fornite dal sig. Cleto Bucci. Noi genitori ringraziamo soprattutto loro per il lavoro svolto in questi 5 anni con impegno, professionalità e dedizione. Grazie a Mariella De Palma, Angela Danisi, Carmela Pinto.

  • giogiodegiorgis (utente non verificato)

    voglio ricordare,che questa bellissima esperienza è stata vissuta da tutte le quinte della scuola G.BOVIO.

  • caoscalmo (utente non verificato)

    i P.O.N. sono una gran cosa…rendono molto sul piano didattico-culturale ma soprattutto a livello economico. Mi chiedo e chiedo: senza fondi P.O.N. si farebbero cmq queste iniziative o gli insegnanti starebbero volentieri a casa?

  • barbablu (utente non verificato)

    Queste iniziative gli insegnanti le hanno sempre fatte senza pensare ad alcun rimborso.I miei figli hanno fascicoli di storia locale redatti con le insegnanti di classe che nulla hanno da invidiare a ciò che hanno realizzato nel PON.L’articolo pubblicato è evidentemente autoreferenziale per l’esperto visto che gli insegnanti presenti e attivi,non sono citati.Una cosa interessante del PON della Bovio è stata la formazione per i genitori quindi sarebbe stata opportuna una informazione più completa

  • leveria (utente non verificato)

    carissimo caoscalmo non c’è bisogno di alzare polemiche li dove non ce n’è bisogno. il P.O.N. è stato realizzato in orario scolastico, quindi le maestre non hanno dovuto fare ore in più e straordinari, non percependo nulla in più del loro stipendio. questi bimbi con le loro maestre hanno lavorato tutto l’anno affiancando alla storia tradizionale quella locale.