A Domenico Mastrorilli sarà intitolato il Teatro comunale: il ricordo di Angelo Tedone

Il professor Domenico Mastrorilli
All’unanimità, il consiglio comunale ha votato positivamente il punto all’ordine del giorno. Si attende, ora, l’autorizzazione della Prefettura
Giorni fa il consiglio comunale, all’unanimità, ha votato positivamente per l’intitolazione del Nuovo Teatro comunale di Ruvo di Puglia al compianto professor Domenico Mastrorilli.
La decisione è nata «dal riconoscimento del suo contributo alla città non solo per la sua attività politica e amministrativa, che lo ha portato a ricoprire la carica di sindaco dal 1976 al 1981, ma anche per il suo rilevante impegno nel mondo della scuola e nella promozione culturale, senza trascurare l’attenzione ai temi ambientali» come ha sottolineato il sindaco Pasquale Chieco. Per l’intitolazione è necessaria l’autorizzazione della Prefettura. Inoltre, è fondamentale ricordare che grazie alla generosità della professoressa Eva Gadaleta, moglie di Mastrorilli, il teatro si doterà di un graticcio che aumenterà le possibilità per il palcoscenico di supportare scene e fondali mobili, si arricchirà di una sala prove attrezzata, di una foresteria in grado di ospitare compagnie e artisti, e potrà disporre di un bar/caffè del teatro ancora più accogliente e funzionale.
Alle parole di stima del primo cittadino e dei consiglieri di ogni schieramento si aggiungono quelle di Angelo Tedone, cultore di storia e lingua locali nonché direttore responsabile de “il rubastino”, periodico edito dalla Pro Loco, che tesse un ritratto di Mastrorilli con un focus sulla sua attività culturale, sociale e politica.
«Domenico Mastrorilli si può definire un antesignano della ‘rivoluzione culturale’ ruvese a partire dal 1966, allorquando fondò il Movimento di collaborazione civica ‘Kennedy’ con il periodico ‘La sveglia’, tornato poi ad essere pubblicato, nel 1971 dopo il ritorno a Ruvo dalle diverse città dove insegnava.
Socialista, aderì nel 1968 al nascente Psiup presente nelle elezioni amministrative del 1971, l’anno successivo l’impegno partitico fu profuso nelle elezioni politiche decidendo poi di continuare la battaglia politica aderendo al Pci, seguito da un folto gruppo di giovani pronti ad affrontare nel maggio 1974 il referendum sul divorzio ottenendo un rivoluzionario successo. Stesso entusiasmo nel 1975 alle elezioni regionali e soprattutto nelle elezione amministrative del 20 giugno 1976 con Mimmo Mastrorilli capolista del Pci con oltre 4000 voti di preferenza e l’elezione di 12 consiglieri su 30.
Si andava verso la nomina del nuovo sindaco e della giunta comunale. I numeri per una coalizione di centrosinistra vi erano se supportati dai 2 consiglieri eletti nelle fila del Psi e dai 2 del Psdi che preferirono allearsi con il Pci. Ruvo con Mastrorilli tornò avere un sindaco comunista dopo Giuseppe Gramegna eletto nel 1946, difensore dei braccianti in tante lotte contadine.
Uomo integerrimo, di valori saldissimi fece della questione morale, dell’attenzione alle fasce deboli e della valorizzazione dell’ambiente gli snodi più essenziali della sua attività educativa, politica e amministrativa.
La sua profonda umanità si rivelò in occasione del terremoto del novembre 1980 quando organizzò aiuti per la città di Ruvo del Monte con l’invio di beni di prima necessità, di una jeep e dell’accoglienza a Ruvo di Puglia di alcune famiglie.
L’apertura allo sviluppo economico e sociale, al rispetto dell’ambiente, alla cultura doti già evidenziate precedentemente anche in qualità di animatore della Pro Loco, dal 1968 al 1975, furono riprese da Mastrorilli con un’attenzione particolare soprattutto ai più bisognosi che ‘bussavano’ alla sua porta per ottenere un piccolo sussidio.
Mastrorilli aveva una particolare attenzione per la lingua rubastina ritenuta nobile e utilizzandola nello scrivere nel 1978 la commedia ‘Terra nostra madre’ attraverso la quale denunciava il dissennato consumo di suolo, lo spopolamento delle campagne e l’emigrazione giovanile, temi che rivestiranno grande attualità molti anni più tardi. Nella sua attività amministrativa si distinse per aver prodotto norme di tutela del paesaggio e dei manufatti murgiani come jazzi, specchie, muretti a secco.
Che dire poi del suo amore verso il teatro che considerava uno strumento di emancipazione culturale e sociale e che aveva coltivato creando compagnie di attori dilettanti. Nel 1994 infatti conseguì una seconda laurea al Dams di Bologna con il massimo dei voti insegnando cultura teatrale, dizione e lettura espressiva in varie scuole superiori, mettendo in scena numerose opere classiche.
È stato collaboratore e sostenitore dell’Associazione Europea degli Insegnanti (Aede) valorizzando la figura della poetessa ruvese Biagia Marniti».
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