A Baricella e a Castel Maggiore nel ricordo di Cataldo Stasi

Due pubbliche manifestazioni nei comuni del bolognese dove ha partecipato anche una delegazione ruvese dell’Associazione Nazionale Carabinieri, la cui sede è intitolata al carabiniere ruvese.
Il carabiniere ruvese Cataldo Stasi fu una delle vittime della famigerata banda della Uno Bianca, che iniziò le sue folli ed omicide scorribande nel 1987, imperversando fino all’autunno del 1994. Commise 103 crimini, provocando la morte di 24 persone ed il ferimento di 102. Il 20 aprile 1988, in quella che era una semplice operazione di controllo, con il ruvese Cataldo Stasi perse la vita anche il commilitone Umberto Erriu.
Nel ventesimo anniversario della loro tragica scomparsa i Comuni di Baricella e Castel Maggiore, in provincia di Bologna, dove i due carabinieri erano di stanza, li commemorano con i dovuti onori. Alle due pubbliche manifestazioni del 19 e 20 aprile ha partecipato anche una delegazione ruvese dell’Associazione Nazionale Carabinieri, la cui sede è intitolata allo Stasi, guidata dal presidente Roberto D’Ingeo e di cui fa parte anche il comandante Carabinieri di Ruvo, Andresani.
«È più che giusto che chi si è macchiato di così orrendi delitti sconti la pena che lo Stato democratico, che è uno Stato di diritto, ha inflitto loro», ha dichiarato il presidente D’Ingeo. «È giusto che la sconti in pieno, senza sconti e lenimenti che, oltre ad essere ingiustificati, suonerebbero come una beffa per i familiari delle vittime, ai quali peraltro niente e nessuno potrà restituire l’affetto dei loro cari, il calore della loro presenza, il suono delle loro parole. Le sofferenze che le scorribande sanguinarie della Uno Bianca hanno inflitto a questo Paese -non soltanto ai familiari delle vittime– merita il risarcimento che solo una giustizia giusta ed inflessibile può garantire».
Il presidente dell’A.N.C. di Ruvo ha inoltre avuto un pensiero affettuoso verso tutte le vittime del terrorismo, che lo Stato ricorderà il prossimo 9 maggio, anniversario dell’uccisione dell’On. Aldo Moro.
*Ufficio Stampa A.N.C. Sezione “Cataldo Stasi”.
Commenti
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Anche io sono d’accordo con la parole dette dal presidente D’Ingeo. E spero che la giustizia faccia quello che dovrebbe essere realmente il suo dovere!!








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