L’Assassina secondo chef Giovanni Berardi

Lo chef ruvese ha partecipato alle semifinali della seconda edizione de “La Migliore Assassina – Il Campionato”, contest ideato e organizzato dall’associazione Bari Cibo Cultura

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Spaghetti all'Assassina secondo Chef Giovanni Berardi

Domenica 7 e lunedì 8 dicembre, si sono svolte a Capurso le semifinali della seconda edizione de “La Migliore Assassina – Il Campionato”, contest ideato e organizzato dall’associazione Bari Cibo Cultura per promuovere l’iconico piatto inventato dal compianto chef foggiano Enzo Francavilla.

Tra i partecipanti c’era Giovanni Berardi che ha rappresentato il ristorante “Andrea Cuisine Gourmet” di Bisceglie. Il concorso si è articolato in quattro fasi: nomination on line dei ristoranti dove si è gustata la migliore assassina; qualificazioni tramite votazioni on line dal 27 agosto al 30 novembre.

I ristoranti che hanno ricevuto il maggior numero di voti nella fase online – come l’Andrea Cuisine Gourmet – hanno avuto l’accesso alle semifinali a Capurso. I vincitori hanno avuto accesso al grande show finale che si terrà il 21 dicembre.

La giuria tecnica era composta dal presidente Sandro Romano, gastronomo; dalla giuria tecnica tra cui spiccava Lina Francavilla, figlia dello chef inventore del piatto celebrato anche nella narrativa contemporanea (si pensi a uno dei casi di Lolita Lobosco, eroina nata dalla penna di Gabriella Genisi).

Chef Giovanni Berardi e lo staff di Andrea Cuisine Gourmet sono soddisfatti dei risultati raggiunti: non hanno conquistato la finalissima ma hanno percepito la stima di addetti al settore e semplici buongustai per la qualità della loro cucina. Ma come si prepara l’assassina? Come spiega Sandro Romano, in diversi articoli, è un piatto a base di spaghetti o vermicelli sbollentati cotti in una padella, tradizionalmente di ferro, con pelati schiacciati a mano, aglio e peperoncino fresco finché il pomodoro non si asciuga creando una rosolatura superficiale. Durante la preparazione, i pomodori pelati schiacciati con le mani, quando sono a contatto con l’olio bollente, creano una fiammata e del fumo dal quale deriva il sentore affumicato del piatto. Nelle sue varianti, la pasta viene risottata, tostata, inserita in padella direttamente cruda, oppure si utilizza il concentrato di pomodoro, a volte diluito in acqua, al posto dei pelati. Si chiama “Assassina” per la sua piccantezza come raccontato QUI.

«Ho usato la padella in ferro come da tradizione – spiega chef Berardi – e ho usato la procedura diretta con la pasta in padella. Non potevano mancare aglio e peperoncino freschi. Salsa direttamente in padella; giusto il tempo che si restringe e vado direttamente con gli spaghetti». Alla fine è nato un piatto squisito, fragrante e solare, con cui continuerà a deliziare i palati di intenditori e non solo.

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