Angelo Tedone: «La lenta agonia dei noci in via Scarlatti»

La denuncia di Angelo Tedone, cultore di storia locale, sul cattivo stato dei noci in via Scarlatti si intreccia alla descrizione della Ruvo di Puglia degli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900

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La denuncia di Angelo Tedone, cultore di storia locale, sul cattivo stato dei noci in via Scarlatti si intreccia alla descrizione della Ruvo di Puglia degli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900. Tedone propone di eliminare l’attraversamento dei tir lungo l’arteria dato che potrebbe essere una delle cause di inquinamento dell’ambiente e, in particolare, del disseccamento dei frutti dei noci.

Via Scarlatti, la lenta agonia dei noci (e dell'ambiente). Una soluzione per non continuare a respirare smog (di Angelo Tedone)

«Tra gli anni 50 e 60 l’amministrazione provinciale di Bari, a completamento della nuova strada estramurale Sovereto- Corato, provvide alla piantumazione nel tratto ruvese di alberi di noci alternati a piante di oleandro, ritenuta uno dei primi esempi di decoro ambientale. Fino a un decennio fa i frutti ormai maturi ricoperti di guscio (le noci) nel mese di settembre cadevano a terra e  venivano raccolti da passanti o abitanti di case limitrofe che si servivano anche di bastoni per scuotere i rami più alti.

Poi il boom edilizio e la costruzione di palazzi lungo l’estramurale Scarlatti con il conseguente taglio inusitato di alberi o loro ‘provocato’ rinsecchimento, dal momento che impedivano l’accesso nei garage o per le radici emergenti che potevano danneggiare i pavimenti. Noci e oleandri si notano ancora oggi nelle zone non edificate  ma la peggiore sorte è stata riservata ai frutti ovvero le noci aggravata soprattutto da frequenti scarichi di smog.

Queste, assorbendo costantemente sin dal loro germoglio (fioritura in aprile) fumi rilasciati prevalentemente da autoveicoli che attraversano l’estramurale, diventerebbero veri e propri contenitori di sostanze acide al punto che a maturazione avvenuta (settembre/ottobre), schiacciandole,  il gheriglio si presenta annerito al pari di un carbone(foto).

Una delle cause sarebbe l’attraversamento quotidiano lungo l’estramurale dei tanti Tir che, provenendo dai mercati ortofrutticoli di Bisceglie, devono raggiungere Metaponto o la Sicilia e sono costretti ad attraversare Ruvo per immettersi sulla via  per Altamura o sulla Sp 231 (già Ss 98). Stesso discorso anche per i commercianti ambulanti biscegliesi interessati ai mercati dei paesi della Conca barese.

Una delle soluzioni per offrire all’aria maggiore salubrità, salvando anche i noci, potrebbe essere data da un collegamento diretto tra la Sp 89 proveniente da Bisceglie (all’altezza dell’incrocio con la Ruvo-Corato) e la provinciale 231 attraverso un raccordo di circa un chilometro. Trattasi peraltro di una zona pianeggiante attraversata solo dalla ferrovia Nord Barese e via Traiana. Certamente verrebbe facilitato il percorso di tanti automobilisti e specialmente si consentirebbe a tante piante di ‘respirare’ e con esse anche noi».

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Commenti

  • mauro tedone (utente non verificato)

    condivido pienamente la denuncia di Angelo Tedone e mi auguro che le autorità locali trovino il giusto rimedio allo stato attuale dei nostri alberi.

  • amenduni francesco (utente non verificato)

    se ogni cittadino di ruvo raccogliesse un frutto maturo e sano, e lo piantasse curandolo amorevolmente, avremmo diverse migliaia di altri alberi di noce che addolcirebbero l’aria della città. ci vorrebbe un parco, un pezzo di terra servita da un minimo di impianto di irrigazione, dove i cittadini potessero piantare alberi e curarli un pò, magari in ricordo di una nascita, di una dipartita o solo per il piacere di vederlo crescere, un bosco cittadino aperto a tutti. secondo me non sarebbe difficile da realizzare.

  • Filipponio (utente non verificato)

    Non sono solo i Tir, l’estramurale Scarlatti è una via costantemente intasata di veicoli di ogni genere, soprattutto nelle ore di punta. E se questo può essere normale per le arterie esterne, come la SP231, la condizione non è più sostenibile per una strada che è ormai totalmente urbana. Arieggiare una stanza che si affacci direttamente su via Scarlatti comporta impregnare la casa di smog. Ma non dovevamo diventare tutti elettrici?