Cultura
“Ameluk”, su Amazon Prime Video il film girato a Mariotto su colonna sonora di Livio Minafra

In collaborazione con Pino Minafra e il Complesso Bandistico Atellano. Riprese del film sono state realizzate anche a Ruvo di Puglia
Quando si parla di "Ameluk", si parla anche di Mariotto. Sì, perché il film diretto dal regista bitontino Mimmo Mancini è diventato, negli anni, uno dei ricordi più piacevoli per la comunità mariottana, che nell'estate del 2014 ha visto le sue strade e i suoi luoghi trasformati in set cinematografico. Parte delle riprese è stata realizzata anche a Ruvo di Puglia.
A firmare la colonna sonora il polistrumentista ruvese Livio Minafra con Pino Minafra e il Complesso Bandistico "Atellano": Jusuf, Ameluk , La seduzione, La solitudine, Paolino, Pasquale sono i brani che commentano la storia.
E ora che Ameluk sbarca su Amazon Prime Video, una delle più famose piattaforme di film in streaming, l'orgoglio e la soddisfazione non sono solo del regista e della casa di produzione, ma di tutta Bitonto e della sue frazioni. A manifestare entusiamo per la notizia è stato il sindaco Michele Abbaticchio: «C'è molto di noi in questo film, non solo per via degli angoli scenografici in cui i protagonisti si muovono e vengono accolti. Ma perché ci riconosciamo sia nei gesti, valori, tradizioni e voci sia, perché no, nel modo di soffrire e divertirsi. L'integrazione è stato uno dei nostri capisaldi culturali e storici, ma lo è ancora di più quando ci riscopriamo ricchi nel vivere la nostra diversità».
"Ameluk" è una commedia brillante, ambientata in un piccolo paese della Puglia di nome Mariotto nel periodo pasquale, in particolare durante la Via Crucis del Venerdì Santo. Colui che deve interpretare Gesù, il parrucchiere del posto, ha un piccolo "infortunio" e così il parroco decide di sostituirlo con il tecnico delle luci: Jusuf (Ameluk per il paese), giordano di fede islamica. La storia sconvolge Mariotto, che si divide tra sostenitori e calunniatori. Proprio i sostenitori decidono addirittura di candidare Ameluk a sindaco nelle imminenti elezioni, contro i "signorotti" locali avidi e corrotti. Fra gag e comicità tipica dei paesi del sud, Yusuf si distaccherà anche dalla moglie, bigotta e provinciale, per trovare un nuovo amore. Alla fine, in quest’atmosfera colorata, ricca di personaggi che sono un omaggio al fumetto del grande Andrea Pazienza, piena di momenti esilaranti e drammatici, toccherà proprio al povero Cristo musulmano riportare la pace nel paese.
Il regista Mancini, all'epoca delle riprese del film, raccontò di aver maturato l'idea nell’estate del 2005 a Bitonto, mentre beveva con alcuni amici dell'ottimo Primitivo nella città vecchia. «Con noi – si legge sul sito ufficiale del film – c'erano due marocchini perfettamente integrati, tanto che parlavano con tipica cadenza dialettale bitontina. Mi colpì la loro voglia di far parte del gruppo e la naturale capacità dei miei amici di farli sentire italiani. A nessuno di noi sarebbe venuto in mente di dire: Ah, ma sono musulmani!».
Il giorno successivo Mancini assistette ad processione sacra. Due degli amici incontrati la sera precedente portavano in spalla la statua di un santo. «Una strana idea mi fece sorridere: E se accanto ad uno dei due italiani, chiari e cattolici, ci fosse uno dei due marocchini, scuro e musulmano? Magari per un’emergenza, per sostituire un amico? Sarebbe mai venuto in mente a qualcuno di dire: Sacrilegio! Quello è un musulmano?».
Nacque così l’idea per “Ameluk”: ambientare in un piccolo centro, tra gente semplice, l’eterna diatriba tra cristiani e “infedeli” in tutte le sue declinazioni, dal drammatico al comico.
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