Ukraine Conzert, dalla terra dei girasoli a Ruvo con la musica per la pace e la bellezza

Gli ucraini Anna Habruk, al piano, e Dmytro Tereshchenko con Viktor Nedvyha, alle fisarmoniche, hanno donato al pubblico del Wanda Landowska Festival la propria invocazione alla Pace, recuperando il patrimonio musicale della propria terra

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“Ukraine Conzert”, il secondo appuntamento della trilogia di concerti alla Santa Famiglia, a cura del Wanda Landowska Festival,  oltre a essere stato un raffinato concerto inconsueto per il dialogo tra il “classico” pianoforte e la più “popolare” fisarmonica, è stato anche un’invocazione alla pace nonché  una tappa del percorso di ricerca e studio condotto dalla pianista ucraina Anna Habruk sul patrimonio musicale della terra dei girasoli, martoriata, da più di un anno, dal conflitto con la Russia. Un progetto, quindi, teso a salvare dall’oblio e dalla distruzione, lo spirito e l’arte di un Paese.

Accanto alla ventiduenne musicista, due suoi connazionali, i fisarmonicisti Dmytro Tereshchenko e Viktor Nedvyha, anche loro di 22 anni, allievi di Eugenia Cherkazova, responsabile del Dipartimento di Fisarmonica all’Accademia Musicale Nazionale “Tchaikovsky” di Kiev e volto familiare per chi ha assistito ai concerti del Wanda Landowska Festival nel corso degli anni. I tre giovani musicisti studiano, attualmente, al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli  attraverso il progetto Erasmus.

Preceduto dal saluto del parroco don Michele Bernardi, che ha ricordato le parole di pace di Papa Francesco, e introdotto da una breve guida all’ascolto di Margherita Porfido, direttrice artistica del Wanda Landowska Festival, l’Ukraine Conzert ha seguito – come ha suggerito Porfido – un percorso che ha avuto inizio dai rigori dell’ “Inverno” di Antonio Vivaldi, eseguito dall’ispirato duo Tereshchenko – Nedvyha e si  è concluso nelle ariose ballate di Ihor Shamo (Kyieve Mii), eseguite dal trio Habruk- Tereshchenko – Nedvyha.

Tra questi due punti ideali, le musiche Scarlatti,  il Caprice espagnol di Moritz Moszkoski; il surrealista Borys Lyatoshynsky; il compositore russo-ucraino Alemdar Karamanov e Les Jeux d’Eaux à la Villa d’Este, per solo piano, dell’ungherese Franz Listz, ammaliato dalla bellezza dei giardini, delle fontane e del rinascimentale palazzo di Tivoli.

Come sottolineato da una grata Habruk, il concerto è un ringraziamento per la solidarietà del popolo italiano nei confronti del popolo ucraino, attraverso gli aiuti e l’accoglienza. In “Ukraine Conzert” si realizza il sogno di tre ragazzi e di tutto coloro che anelano a un’Europa veramente unita nella pace.

Il prossimo appuntamento con  i Concerti della Santa Famiglia è per domenica 26 marzo, alle 20, con “Musica in famiglia” di Giuseppe e Nicola Cotugno ai clarinetti, con Domenico Bruno al pianoforte. Saranno eseguite musiche di Mendelsshon, Gianfreda, Charbonnier, Mangani, Gualdi e Piazzolla.

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