Disastro 12 luglio, depositate note e memorie delle parti civili

Gli imputati, per i quali l’accusa ha chiesto 15 condanne a pene comprese fra i 12 anni e i 6 anni di reclusione, più una assoluzione, sono accusati a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e falso

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Ieri mattina, nell’aula bunker del carcere di Trani, è proseguito il processo per il disastro ferroviario del 12 luglio 2016, avvenuto lungo la tratta della Bari Nord, gestita da Ferrotramviaria, fra Andria e Corato.

Di 23 vittime, tra cui il ruvese Antonio Summo di 15 anni, e 51 feriti fu il triste bilancio del disastro.

Gli imputati, per i quali l’accusa ha chiesto 15 condanne a pene comprese fra i 12 anni e i 6 anni di reclusione più una assoluzione, sono accusati a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e falso.

L’accusa ha chiesto, inoltre, che la Ferrotramviaria paghi la sanzione amministrativa di oltre 1 milione di euro, oltre la revoca delle autorizzazioni, licenze e concessioni per l’esercizio dell’attività (fra cui il certificato per la sicurezza) per un anno e anche la confisca di 664.000 euro, cioè la somma che la società avrebbe dovuto destinare alla messa in sicurezza della tratta con la realizzazione e l’uso del blocco conta-assi.

Ieri le parti civili, tra cui Regione Puglia, i comuni di Andria, Corato e Ruvo di Puglia, associazioni di consumatori, fra cui Codacons, Confconsumatori e Acu (Associazione Consumatori Utenti), Anmil, Gepa, e alcuni familiari delle vittime hanno depositato le loro note e memorie, di cui alcune sono state discusse.

La prossima udienza è fissata per il 24 novembre e toccherà alle difese dei responsabili civili, Ministero delle Infrastrutture, Ferrotramviaria e Regione Puglia depositare note e memorie.

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