Muore la poetessa ruvese Biagia Marniti

La Redazione
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Il mondo culturale ruvese esprime cordoglio per la scomparsa a Roma di Biagia Marniti (pseudonimo di Biagia Masulli) poetessa e scrittrice ruvese ritenuta “una delle voci più significative e presenza poetica fra le più vive e costanti del mondo italiano contemporaneo”.


Nata il 15 marzo del 1921 a Ruvo, nel 1938 si trasferì a Roma dove il padre volle far seguire i corsi della Facoltà di Lettere che a Bari ancora non esisteva.


Nel racconto della poetessa scomparsa si legge: “scrissi Meridione di getto a Roma, nel marzo 1942, ma l’inconsapevole vocazione poetica risale all’infanzia, ai racconti ché narravo a mia madre durante l’inverno”.


La casa materna in vico Loriano, n. 25 dove, “nel grande soggiorno, il 3 febbraio, si allestiva l’altare in onore di S. Biagio, si preparavano i “frisidd” benedetti offerti non solo agli ospiti, ma anche ai contadini e ai vicini che assiepavano le pareti in un’atmosfera tolstojana”.Esiste anche la casa paterna, in via Modesti n. 16, tutelata dalla Soprintendenza, dove si trovano i segni della poetessa ruvese.

Il racconto si conclude con un messaggio che resterà per sempre impresso nelle nostre menti: “come donna mi sono sempre sentita intimamente libera, anche dalla donna del Sud, pronta ad affermare se stessa e conquistare la propria indipendenza e il proprio prestigio. Ungaretti mi definì nera, non per i capelli, ma per quella natura fiera e senza difese in cui mi dibattevo”.


 

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