Gli auguri del vescovo Domenico Cornacchia per la Santa Pasqua 2021

«Aiutiamo chi non ce la fa a ribaltare la pietra tombale della solitudine, dell’emarginazione, dello sconforto. Portiamo a tutti l’alleluia pasquale»
Nel giorno di Pasqua, il vescovo Domenico Cornacchia rivolge ai fedeli della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi un messaggio augurale.
«Carissime amiche e carissimi amici, grazie a voi che mi ascoltate per porgervi un augurio pasquale. Certo stiamo per vivere una Pasqua del tutto diversa, del tutto peculiare rispetto alla Pasqua degli altri anni.
Tuttavia carissimi non abbiamo paura, non abbiamo timore, perché il Signore viene e ci assume con la nostra miseria, con la nostra povertà per farci passare dalla notte della tribolazione, della sofferenza, del timore al mattino di Pasqua.
Un antico detto dice che il desiderio accorcia la distanza spazio-temporale. Quanto più noi desideriamo, a esempio, un mattino (tanto più) la notte si accorcia; quanto più desideriamo incontrarci con una persona amica, familiare… ecco qui che il tempo vola, e così deve essere anche il nostro stato d’animo per vivere questa Santa Pasqua del 2021 nella gioia, nella speranza, nella certezza che il Signore viene e risorge insieme a noi, alla nostra povertà e alla nostra umanità.
Carissimi, il nostro pensiero vada naturalmente verso coloro che sono ancora al di là della pietra tombale della sofferenza, della solitudine, del lutto. Immaginiamo quanta gente si è vista privata di una persona cara, soprattutto in maniera repentina e in maniera improvvisa; ecco che vogliamo essere vicini soprattutto a questa gente, a questi fratelli e sorelle. A tutti vorrei esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza.
Accettiamo l’invito che il Signore ci fa. Pensiamo a quelle donne che, il mattino di Pasqua, sono accorse al Sepolcro pensando fra di sé: “Chi ci ribalterà la pietra tombale?” per vedere il corpo del Signore e, inaspettatamente, loro si stupiscono e vedono che non solo la pietra è ribaltata ma soprattutto c’è per loro un annuncio, un annuncio da parte dell’Angelo che le invita a farsi portatrici di un messaggio di speranza e di fede. “Andate, ritornate a Gerusalemme, portate ai discepoli, agli amici questa bella notizia: “Il Signore è risorto”.
Vorrei tanto che noi sperimentassimo questo passaggio dalla notte alla luce; dal buio alla pienezza della della giornata luminosa, solare; dalla solitudine alla compagnia e alla comunione con le persone più intime e più care.
L’augurio pasquale che desidero formulare a tutti voi, a me per primo, è proprio questo: aiutiamo chi non ce la fa a ribaltare la pietra tombale della solitudine, dell’emarginazione, dello sconforto. Attendono molti questo nostro intervento, questa nostra vicinanza, questa nostra prossimità e – ripeto – il desiderio accorcia annulla la distanza spazio-temporale. Corriamo come le donne verso il sepolcro e, soprattutto, riprendiamo fiato, riprendiamo vigore per compiere il percorso all’indietro, il percorso inverso.
Portiamo a tutti l’alleluia pasquale, la gioia che il Signore non è quello della Croce ma è del mattino di Pasqua.
Auguri a tutti. Che il Signore ci benedica».
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