Un nuovo corso ancora atteso

Nico Andriani

La situazione politica giovanile all’indomani delle elezioni

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Mai come quest’anno alle elezioni comunali si sono presentati tanti candidati e fra i 392 candidati consiglieri tante erano le voci giovani che venivano presentate come il “futuro da cui ripartire”.

Per chiunque vinca queste elezioni, sembrerebbe esserci già uno sconfitto: i giovani. Il nuovo corso tanto atteso non c’è stato; i dati alla mano confermano una classe dirigente “vecchia” e l’utilizzo dei giovani quasi a mero “riempilista” e portatore di voti al partito.

Perché avviene questo? La vecchia classe dirigente crede nei giovani? Spesso si sente dire che i giovani sono il futuro, ma qual è questo futuro?

Se si continuano a sostenere delle campagne elettorali fatte dalle stesse persone, queste saranno finalizzate alla propria elezione ed infatti tanti sono i casi di candidati eletti con più di 400 voti, quando già 200 voti bastavano per ambire al Palazzo di Città.

Non un ragazzo è stato eletto, in nessuna coalizione, mentre sarebbe stato utile che il resto dei voti si fosse diviso e soprattutto fosse stato fatto convogliare verso i giovani.

Anche se non si può dire ai cittadini chi votare (almeno così sembrerebbe), la palla o forse la patata bollente passa in mano ai partiti, che al di fuori delle campagne elettorali, sembra non facciano molto per istruire i giovani alla politica, al punto che il poco coinvolgimento fa sentire il giovane meno importante e gli consegna un’immagine della politica fatta per pensare al proprio interesse, con la disillusione e il susseguente disinteresse verso le istituzioni.

Attraverso il modo di pensare giovane, possiamo fare in modo che la politica torni ad essere uno strumento utile, col quale ognuno di noi possa tornare a credere in quello che crede migliore.

La questione sembra già essere stata recepita dalla parte politica ruvese, che già in serata ha dato spazio ai giovani di centro-sinistra per un incontro-dibattito in Piazza Dante, laboratorio aperto per nuove idee, con un invito alla partecipazione diretta dei giovani di qualsiasi appartenenza politica che riapra le porte di Ruvo a chi ha il diritto di poter far crescere una città a misura di giovane.

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