Nessun governo balneare

Salvatore Bernocco
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Sostengo da diverso tempo, memore di espressioni più o meno celebri, che le sconfitte sono orfane o tutt’al più imputabili ad un padre, mentre le vittorie sono prolifiche di padri.

La scelta dell’amico Luciano Savi, dopo la candidatura nelle file di Alleanza per Ruvo, di aderire a Rinnovamento Puglia, che invece gravita nell’area di Centrosinistra, non va secondo me totalmente inquadrata in quel paradigma, ma è piuttosto indicativa di un malessere che serpeggiava nel Centrodestra e che si è fatto palese subito dopo l’esito del ballottaggio dell’11 e 12 giugno scorsi.

I meriti del Centrosinistra affondano nei demeriti del Centrodestra e in quella coesione che, com’è noto, è una condizione necessaria per poter vincere i confronti elettorali.

Deve trattarsi di una coesione convinta e non illusoria, di una unità d’intenti che deve respirarsi nell’aria, di un legame politico che, costruito nel tempo, abbia resistito agli strappi ed alle prove della politica.

Questo tipo di coesione è percepita come unità sostanziale dall’elettorato ruvese, che a buon titolo ha diritto di godere di un lungo periodo di stabilità e di agibilità amministrativa dopo le traumatiche e premature conclusioni delle amministrazioni Caldarola e Fatone.

Qualcuno auspica la fine traumatica anche di questa nuova amministrazione. Sento dire che si tratterà di una gestione balneare o poco più, ma, secondo me, siamo nel campo delle fantasticherie assolute.

Né è corretto e politicamente serio, dopo un responso elettorale piuttosto chiaro, affidare il proprio legittimo desiderio di rivincita e le proprie fortune ad un ennesimo tracollo amministrativo elettorali (a scanso di equivoci, questa non è la posizione di Antonello Paparella, come si evince del resto dal manifesto di ringraziamento che è stato affisso ieri).
 
Ripristinare le condizioni di una corretta agibilità politica a Ruvo conviene a tutti, vincitori e vinti, e bisogna quindi, guidati da un senso di responsabilità e di passione civile, auspicare che l’ing. Stragapede duri i canonici cinque anni per il bene del paese e la stessa (residua) credibilità della classe politica locale, di destra o di sinistra.

 I danni, nella malaugurata ipotesi di una terza consecutiva fine anticipata, sarebbero devastanti e forse irreparabili. Credo di poter dire, scorrendo l’elenco degli eletti alla carica di consigliere comunale, che il personale politico eletto ha connotazioni tali da impedire il rischio di una recidiva, dannosa e già sperimentata deriva.

Per il Centrodestra si tratta oggi di ripartire dal buon risultato elettorale del suo candidato sindaco, il quale sarà un sicuro protagonista della vita politica locale, un ineliminabile punto di riferimento. Anche nel Centrodestra ci sono uomini e donne che hanno capacità e passione politica.

Da costoro occorrerà prendere le mosse per la costruzione di un nuovo Centrodestra, estraneo alle tante lacerazioni ed al caos del passato.

Il 40% raccolto da Antonello Paparella rappresenta un buon viatico, purché si prenda atto che una stagione politica si è chiusa, che certi comportamenti non pagano, che bisogna circondarsi di uomini e donne dotati di attitudini politiche, quelle che possono fare la differenza in una campagna elettorale.    

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