Da Ruvo alla Baviera, passando per i mondiali

Elio Tedone

E’ il jazzista ruvese Roberto Di Gioia, l’autore di “Munich loves you”, l’ inno ufficiale dei campionati del mondo

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Un pezzetto di Germania 2006 arriva proprio da questo paesino di circa 25.000 abitanti in provincia di Bari. Una tessera importante, l’inno ufficiale, all’interno del mosaico della manifestazione intercontinentale.

L’autore di “Munich loves you”, Roberto Di Gioia, ha infatti chiare origini italiane e più precisamente ruvesi. Oltre al cognome, infatti, ci sono le due procugine Maria e Vittoria Caldarola, che vivono ancora all’ombra della stupenda cattedrale e del museo Jatta, a sancire i natali di questo 41enne musicista jazz.

Roberto vive a Pfaffenhofen, anche se il suo lavoro lo porta spesso a girare il mondo insieme alla sua formazione, i “Marsmobil”. Il papà Antonio, ruvese Doc, dice di essere ancora molto legato alla sua terra, tanto da non aver perso l’accento dopo tanti anni, e non perde occasione per tornarci appena ne ha la possibilità.

“Munich loves you” è uscita il 2 giugno come maxi-CD della Compost Records. E’ stata suonata ufficialmente per la prima volta il 9 giugno, in occasione della gara d’inaugurazione di Germania 2006, accompagnata da due minuti di immagini della capitale che scorrevano sui maxischermi dello stadio.

Il programma prevede, inoltre, che l’inno venga suonato anche nei cinque giorni finali, quelli che condurranno alla finalissima del 9 luglio.
 
Nel testo di Roberto Di Gioia, tifosissimo del Bayern, la città di Monaco assume le sembianze di una bella “Natural Girl”, con le immagini che ne testimoniano il suo fascino.

“Sono molto felice – dice l’autore – del fatto che la canzone sia stata scelta tra molte altre aspiranti anche per le suggestive immagini della capitale. Spero che  la musica contribuisca a regalare un’atmosfera positiva tra i frequentatori dello stadio e che li inciti a cantare tutti insieme”.

Questo riconoscimento catapulta il jazzista di padre italiano e madre tedesca al livello più alto della sua carriera professionale. Dopo essersi diplomato al liceo musicale di Bischofsstadt, Roberto si è trasferito a Monaco, dove si è subito distinto fra i più famosi tastieristi e tra le colonne locali del jazz.

A coronamento di tanti riconoscimenti, nel 1995 ha ricevuto il premio musicale della capitale e da quel momento in poi ha pubblicato molti cd. Il nuovo dovrebbe uscire a settembre e da lì, poi, partirà per la nuova tournee, facendo scalo magari anche a Pfaffenhofen, da dove è cominciato il suo sogno.

Il sogno dei ruvesi, invece, è quello di poter ospitare il suo jazzista e apprezzarne il suo talento dal vivo, magari dal palco del noto Talos Festival.
Lui, intanto, ha già vinto, visto che sul palco della finale ci sarà, indipendentemente dal cammino dell’Italia, che gli ha dato le origini, e della Germania che lo ha adottato.

Una bella rivincita, questa, anche per Ruvo e per l’Italia, che hanno convinto gli organizzatori a scegliere la voce dei mondiali proprio da quella nazione di “parassiti, mammoni, viscidi e perennemente stanchi”, come ci ha definiti qualche giorno fa il settimanale tedesco “Der Spiegel”. 

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