I miracoli di un mondiale

Elio Tedone

Da corso Jatta fino a piazza Bovio un corteo di auto, macchine e camion a portare la propria gioia per le vie del paese.

0 commenta

Parte Grosso dagli undici metri e con lui tutta Ruvo tiene il cuore in gola. La palla finisce in rete, l’Italia è campione del Mondo e la gioia può finalmente esplodere. Ce n’era tanta chiusa nel cassetto, repressa dalle ultime deludenti prestazioni.

Ma dopo 26 anni da quel 11 luglio 1982, i ruvesi tornano per strada a festeggiare la quarta Coppa del Mondo della nostra Nazionale.

L’entusiasmo contagia davvero tutti: le strade si trasformano in un fiume umano tutto tricolore. In piazza Regina Margherita il concentramento più massiccio, all’insegna dei canti, dei trenini e della musica.

Poi il dispiegamento lungo corso Jatta, fino a piazza Bovio, a piedi, in macchina, sui camion o su qualsiasi altro mezzo di locomozione utile a portare per le vie del paese la propria gioia.

Qualcuno si chiede se non fosse vietato l’uso delle auto (oltre alla vendita e al consumo degli alcolici), ma evidentemente l’euforia ha contagiato davvero tutti, forza dell’ordine comprese.

Ma non importa: una Coppa del Mondo è anche questo e anzi, proprio in questo meltin’pot di modi di festeggiare, Ruvo ha dimostrato ancora, la sua maturità oltre alla sua grande passione calcistica.

Spariscono gli sfottò verso le altre squadre, spariscono i colori dei club, spariscono le discussioni politiche: tutto si trasforma in un’immensa onda azzurra.

Miracoli di un Mondiale, di un gruppo di ragazzi diventati eroi proprio quando nessuno ci credeva più.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!