Marco Baliani presenta Kohlhaas e L’amore buono al Liceo

La manifestazione, che coprirà l’intero pomeriggio e serata del 28 marzo, accoglierà una campagna di sensibilizzazione dell’Amref.

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Mercoledì 28 marzo il Liceo “O. Tedone” ospiterà il debutto pugliese di Kohlhaas di Marco Baliani che ha accettato l’invito della scuola a tenere nell’Auditorium questo importantissimo spettacolo. Il Liceo, già impegnato nella produzione di spettacoli originali, oltre che di altre manifestazioni teatrali, tocca con lo spettacolo di Baliani il vertice delle sue proposte nell’ambito della drammaturgia.
 
Dice Baliani stesso del suo lavoro: “E’ stata una sfida bella e difficile trasferire in narrazione e parola orale un universo così lontano e complesso come quello della parola scritta di Kleist. Con Remo Rostagno, ci siamo messi alla ricerca di una nuova forma ove far precipitare l’anima della vicenda, che fin dall’inizio ci aveva affascinato. Le domande senza risposta, che solleva la storia di Kohlhaas (cos’è la giustizia, quella umana e quella divina, e come può l’individuo ricomporre l’ingiustizia) fanno parte profondamente dei percorsi della mia generazione, quella segnata dal numero di riconoscimento ‘68”.

Ma di Kohlhaas è stato detto: “…Fantasia, libertà, immaginazione sono quindi stati gli ingredienti che hanno dato vita alla parabola di un uomo che conosce la giustizia solo nel momento in cui viene giustiziato e che ha come antagonista un principe che è pronto ad umiliarsi per possedere il potere. Una lezione di vita impartita da pochi gesti che all’interno di un’ora si ripetono instancabilmente divenendo segnali capaci di portare la mente dello spettatore su binari precedentemente abbozzati ma in attesa di una definizione. …Per ironia della sorte il cerchio troverà la perfezione soltanto sul finale, nel cappio a cui verrà impiccato Kohlhaas. Ma la morte non fa del protagonista un vinto ma un eroe che ha capito che non è il rosso del fuoco e del sangue che riscatta la giustizia ma lo stabilire un’armonia interna. Questa deve essere governata non da un diritto legislativo da cui i più sono esclusi, ma da un credo a cui essere pronti a sacrificarsi con onore…” (Adriana Morlacchi).

Ma la presenza di Marco Baliani non si esaurisce con questa straordinaria proposta culturale per Ruvo di Puglia e dintorni. Nello stesso giorno, alle 17 presso il Palazzo Jatta, verrà presentato, nel corso di un incontro con gli alunni del Liceo e con la città, il libro L’ amore buono, un altro affettuoso e lucido atto d’amore ai ragazzi africani con cui Baliani lavora da anni in collaborazione con Amref  Italia. Accanto a Baliani ci sarà anche  il missionario comboniano Enrico Gonzales, anche lui impegnato in prima persona in Kenya negli slum di Nairobi. 

“Quando la povertà entra dalla porta l’amore scappa dalla finestra” è scritto in una baracca di Nairobi. Dopo l’esperienza di teatro con i ragazzi di strada che ha portato alla straordinaria avventura di Pinocchio nero, Marco Baliani torna in Africa per una nuova scommessa. Un gruppo di ragazzi e ragazze africani prova, ancora attraverso il teatro, a esplorare senza veli e senza reticenze l’universo amoroso degli slum, a decodificare i segnali dell’ossessionante presenza dell’Aids, della paura del contagio, dello scarso uso del condom. L’Africa sta morendo perché il virus non trova ostacoli dove la vita è pura sopravvivenza. Dove non c’è tempo per amarsi bene.

L’amore buono nasce da un percorso che sì è delineato improvvisazione dopo improvvisazione, prova dopo prova, in uno scambio continuo tra Baliani e i giovani neoattori. L’autore ci racconta questa incredibile sfida, la storia di un riscatto possibile, ci fa ascoltare le voci dei ragazzi e delle ragazze, le loro canzoni hip hop, le loro storie. La scrittura mette in scena, parallelamente alla costruzione dello spettacolo, la violenza del linguaggio e dei comportamenti maschili, l’ipocrisia delle religioni, il comportamento criminale delle case farmaceutiche, la rabbia, le frustrazioni, l’ignoranza, l’inferno delle discariche abitate da milioni di individui, la solitudine della malattia. Ma il libro è anche un viaggio gioioso, per tappe, dentro un’Africa non turistica, bella e terribile, alla ricerca di altri “amori buoni”, dentro altri inferni: nel nord dell’Uganda tra i bambini soldato, nel sud del Sudan dove è scoppiata la pace, fin dentro la Rift Valley, tra i grandi animali del mito africano.

La manifestazione, che coprirà l’intero pomeriggio e serata del 28 marzo, accoglierà una campagna di sensibilizzazione dell’Amref. Questo evento, non va dimenticato, è stato reso possibile oltre che con il contributo e il sostegno di alcune realtà economiche del territorio, grazie alla sensibilità e al concreto intervento dell’Amministrazione Comunale e in particolare degli assessori Minafra e Lovino.

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