Emporio solidale “Legàmi”, un bilancio di solidarietà e attivismo

La Redazione

L’Emporio solidale, in via Oberdan 105, nasce a giugno 2020 per far fronte alle nuove emergenze sociali, sorte a causa della pandemia Covid-19

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In una nota, l’Emporio solidale “Legàmi” traccia il percorso fatto sinora per far fronte alle nuove emergenze sociali, nate con la pandemia da Covid-19. 

«Tutto nasce dal primo lockdown, a marzo 2020 – scrivono dall’Emporio -, quando alcuni cittadini ruvesi trovano il coraggio di non chiudersi ma di chiamare a raccolta l’intera cittàper dare una mano a tutti coloro che sono travolti dall’emergenza sociale.

La grande risposta in termini di aiuti da parte della popolazione ha spinto gli organizzatori all’apertura del primo Emporio Solidale di Ruvo di Puglia dal nome “Legàmi”, sostenuto dalla Caritas Diocesana, dall’Amministrazione comunale e dall’intera rete di volontariato cittadino.

Se, da un lato, la pandemia ha aumentato le disuguaglianze, sfilacciando relazioni e rapporti familiari, dall’altro ha generato una enorme spinta solidale che ha consentito di recuperare donazioni per più di 11.000 euro, oltre a quintali di derrate alimentari e beni di prima necessità.

È proprio la partecipazione delle persone che ha reso l’emporio un luogo familiare, un luogo di tutti, in cui tanti si sono resi protagonisti di storie quasi eroiche, frutto di una forte empatia verso coloro che hanno sofferto maggiormente l’emergenza sociale.

Ecco, allora, la presenza di tante Associazioni, di tanti cittadini che, quotidianamente e nel silenzio, continuano ad avere cura nel rifornire gli scaffali dell’emporio a cui tante famiglie vi accedono per fare la spesa; e ancora l’attivismo spontaneo di molti giovani, la responsabilità sociale di tante aziende che hanno attivato percorsi virtuosi nel contrasto allo spreco alimentare e al recupero etico di prodotti destinati al macero.

Un vero e proprio caleidoscopio di storie reali, ciascuna motivata da sentimenti ed esperienze personali, impregnate di dolore ma anche di dignità, di rassegnazione e di riscatto, di speranza e di fiducia.

Un luogo nato per sostenere il dramma di tanti è diventato il luogo della rinascita, un vero e proprio laboratorio della Carità, da cui ripartire per creare un mondo migliore».

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