La Cia esorta tutta la filiera dell’olio a tenere duro: parla il presidente provinciale Caruso

la Puglia non può permettersi di compromettere un settore produttivo che è la sua bandiera ed il suo territorio
La crisi si può superare con lo sforzo di tutti e senza divisioni: questo il messaggio lanciato dalla Cia di Bari sulla crisi dell’olio di oliva che ha costretto migliaia di olivicoltori di Bari e provincia, a manifestare in questi giorni.
“Chi istiga gli olivicoltori a dividersi – dice il presidente provinciale della Cia barese, Francesco Caruso – è un irresponsabile che per scopi inconfessabili danneggia un movimento che dal primo momento ha visto tutti insieme, olivicoltori, organizzazioni agricole, istituzioni comunali, provinciali e regionali, condividere una piattaforma unica che fino a oggi non è mai stata sconfessata da alcuno”.
Per Caruso “non c’è quindi ragione a marcare differenze e a vantare primati da parte di nessuno: tutti stanno lavorando, secondo i propri ruoli e competenze, per risolvere la crisi“. Caruso sottolinea che la Cia, in prima linea anche nel periodo precedente all’inizio della mobilitazione, lancia un appello alla responsabilità dei vari soggetti della filiera: agli olivicoltori, ai trasformatori, ai commercianti e distributori, perché tutti insieme si collabori per il superamento della crisi.
Continua Caruso: “Le richieste della piattaforma comune, che in questi giorni si stanno discutendo con le istituzioni regionali e nazionali, sono importanti e strategiche per il comparto e, se corrisposte, sicuramente contribuiranno a corroborare il mercato. Intanto, è però necessario uno sforzo straordinario del sistema territoriale che, insieme all’impegno della Regione Puglia, deve garantire da subito un prezzo dignitoso alle olive per consentire la ripresa serena della raccolta e dare certezza
agli olivicoltori”.
Secondo Caruso alcuni conti non tornano e qualcuno ha speculato fino ad oggi sulla crisi: “Anche con gli attuali disastrosi prezzi di mercato per l’olio extravergine di oliva (270-300 euro a quintale) non è assolutamente giustificato un calo di prezzo del quintale di olive che è sceso fino a 25 euro a quintale e che ha giustamente scatenato la rabbia e la protesta degli olivicoltori. Siamo convinti che si possa riconoscere fin da domani un prezzo che va dai 40 ai 50 euro a quintale per le olive, purché tutti facciano assunzione di responsabilità e collaborino in uno sforzo straordinario: la Puglia non può permettersi di compromettere un settore produttivo che è la sua bandiera ed il suo territorio”.
“I trasformatori – dice ancora Caruso – pratichino tariffe di emergenza scontate per la molitura delle olive, le banche concedano le anticipazioni per il prodotto stoccato a tassi eccezionalmente scontati, le strutture baresi disponibili si mettano subito a disposizione per ritirare le olive alle condizioni definite, i commercianti, convocati per lunedì dall’assessore Russo, si ben dispongano ad acquisire a prezzo di costo l’olio di oliva extravergine garantito e prodotto”.
Le cifre della Cia a titolo esemplificativo:
costo olive (resa media 18%): 50 euro x 5.5 quint = 275,0 euro
costo molitura a 7 euro/ql = 38,5 euro
costo interessi su anticipazione al 4% per 6 mesi = 5,7 euro
costo stoccaggio per 6 mesi = 5,8 euro
Costo 1 quintale olio = 325 euro
“Ovviamente – conclude Caruso – sono cifre indicative sulle quali si può aprire subito un confronto concreto per garantire un minimo prezzo all’olivicoltore, anche se intende vendere le olive raccolte anziché trasformarle. Non si è molto lontani, in questo esempio, da un prezzo ‘stracciato’ di mercato dell’olio di oliva extravergine, che dovrebbe essere venduto a ben altro prezzo. Ci sono quindi le condizioni per una seria ed urgente trattativa che salvaguardi il nostro prodotto”.
Su queste considerazioni la Cia ha convocato per lunedì mattina le componenti della filiera produttiva per l’approfondimento della discussione di merito e per poter contribuire concretamente all’iniziativa dell’assessore Russo che sempre lunedì è impegnato a sentire la parte commerciale.
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