Acqua: un bene comune

Redazione

Dichiarazione del coordinatore del PD Pasquale De Palo

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Ricieviamo e pubblichiamo gli ordini del giorno presentati nella seduta del Consiglio Comunale del 30 novembre scorso dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Ruvo.

Il primo, ha per oggetto la dichiarazione dell’acqua come bene non privatizzabile in quanto bene non di interesse economico. E’ stato approvato con i voti favorevoli dei consiglieri del Partito Democratico, SDI e UDC. Hanno votato contro Città in Movimento e PDL.

Il secondo ha per oggetto la reimmissione sul mercato dei beni confiscati alla mafia. E’ stato approvato con i voti favorevoli di PD, SDI, Città in Movimento e UDC ed il voto contrario dei consiglieri del PDL.

“Mi auguro che i cittadini prendano spunto dal contenuto di questi testi per riflettere ed informarsi su questioni che superano i confini comunali, di una rilevanza tale da non poter essere affrontate con sufficienza o disinteresse, nonostante la scarsa enfasi data a questi temi dai media nazionali e regionali”.  Lo ha dichiarato il coordinatore del circolo del Partito democratico di Ruvo, Pasquale De Palo.

Ordine del giorno per la dichiarazione dell’acqua “bene comune”, privo di rilevanza economica

Premesso che il Parlamento, a maggioranza, ha convertito in legge il decreto detto “Ronchi”, che
1. dichiara l’acqua bene a rilevanza economica
2. sottrae all’autonomia degli enti locali la gestione del servizio idrico
3. nega il principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione

Considerato:

che l’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.

che il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.

che salvare l’acqua è una questione di democrazia

che questo Consiglio Comunale riconosce l’acqua come bene comune e diritto umano universale e il servizio idrico privo di rilevanza economica.

IMPEGNA

-I Parlamentari al ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.

-Il Presidente della Regione a presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

-Le forze politiche a sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

-Il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale ad assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.

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