“La ruvo servizi è una nota dolente per Ruvo? Non credo”

Effetti della demenza federalista: un comune con i conti in ordine che non può spendere, non può assumere, deve chiudere una propria struttura che funziona.
Pubblichiamo di seguito l’analisi di Paolo Marra assessore al bilancio, di Ruvo. L’analisi dell’avvocato è sulla Ruvo servizi che chiuderà a breve i battenti lasciando 60 famiglie senza un lavoro. Il Sindaco Michele Stragapede aveva già dichiarato il suo rammarico rispetto alla società del comune prevedendone la fine, ma per la legge un Comune con meno di 30.000 abitanti non può possedere e gestire una società di servizi
Il provvedimento di riequilibrio del bilancio 2010 approvato dal Consiglio comunale di Ruvo di Puglia il 27 settembre scorso, dal punto di vista tecnico, non ha richiesto particolari manovre finanziarie, anzi, essendosi realizzate alcune economie, si è provveduto ad impinguare alcuni capitoli di spesa che, in effetti, in sede di previsione erano rimasti alquanto contenuti.
Gli stessi organi tecnici all’uopo preposti (il dirigente del servizio finanziario, il collegio dei revisori dei conti) ed anche l’apposita commissione consiliare avevano licenziato la relativa proposta di deliberazione senza rilevare alcuna problematica.
Problematiche che invece il comune di Ruvo di Puglia, come tutti gli altri comuni d’Italia, sta incontrando in relazione
a) alla complessa normativa nota come “patto di stabilità” che ha ulteriormente reso difficoltoso il raggiungimento degli obiettivi propri del comune di Ruvo di Puglia,
b) alla normativa che limita fortemente la spesa riferita al personale dipendente impedendo di fatto il pur necessario rinnovo del personale dipendente,
c) alla normativa riguardante i servizi pubblici locali.
Gli addetti ai lavori hanno ormai rinunciato a capire la logica di certi provvedimenti adottati dal Governo nazionale sull’onda di un federalismo, tanto contraddittorio quanto demagogico, che vede nella comunità locale soltanto un centro di sperpero di danaro pubblico; fatto sta che si registrano conseguenze paradossali.
Proprio il comune di Ruvo di Puglia, occorre rammentare, è fra quelli che pur disponendo di un cospicuo avanzo di amministrazione non può spendere se non nei limiti degli accertamenti correnti, cioè senza contare sulle proprie disponibilità finanziarie costituite appunto dall’avanzo di amministrazione, altrimenti sforerebbe i limiti del patto di stabilità.
Ma v’è di più: poiché la normativa in questione prevede quale semi obiettivo riferito agli investimenti il rapporto fra riscossioni e pagamenti, il Comune di Ruvo di Puglia, siccome sta incontrando difficoltà per la riscossione delle proprie entrate in conto capitale, deve necessariamente contenere la pur nutrita programmazione delle opere pubbliche con conseguenze non solo per la cittadinanza che non potrà usufruire di quelle opere, ma altresì per le imprese locali che, in questo periodo di crisi, si vedranno otturata anche quella valvola di sfogo costituita dalle commesse pubbliche.
E qual è la risposta che il Comune di Ruvo di Puglia ha ottenuto quando ha giustamente reclamato i propri crediti nei confronti degli enti sovraordinati? “Non possiamo pagare perché altrimenti non rispetteremmo i nostri obiettivi del patto di stabilità”.
Siamo al “cane che si morde la coda”
Altra difficoltà frapposta all’attività amministrativa del Comune di Ruvo di Puglia è costituita dalla normativa concernente i servizi pubblici locali.
A Ruvo di Puglia, sia pure con gran fatica ed enormi sforzi non solo finanziari, si era giunti ad una soluzione soddisfacente, certo suscettibile di ulteriori miglioramenti non fosse altro perché trattasi di una soluzione sostanzialmente interna, quindi aperta ai suggerimenti di tutti. Con la Ruvo Servizi vengono garantiti alla cittadinanza servizi che riscuotono apprezzamenti ed a prezzi sicuramente equi anche perché, come si diceva, sottoposti a costante vigilanza. Per non dire dei rapporti di lavoro intrattenuti con il personale dipendente senza mai abusare di quei contratti di lavoro, pur previsti dalla vigente legislazione, da cui scaturiscono odiose forme di precariato e persino quelle che fino a qualche anno fa sarebbero state macroscopiche violazioni dei diritti dei lavoratori.
Ora non solo si vorrebbe imporre che i servizi pubblici locali vengano affidati mediante gara, ma siccome il legislatore attualmente in carica non è riuscito ad elaborare una normativa chiara che riuscisse a soddisfare le aspettative di Confindustria, si è statuito che i Comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti non possono più avvalersi di proprie società per la produzione e la fornitura dei servizi pubblici locali.
Fine di questa esperienza amministrativa che avrà pure palesato abusi di vario genere, se non proprio casi di malaffare, da parte di amministratori pubblici (e sia chiaro: non è il caso della Ruvo Servizi), ma ha anche offerto soluzioni apprezzabili sia per i lavoratori impegnati in queste società, sia per la stessa amministrazione comunale, sia per i cittadini che hanno potuto usufruire di servizi pubblici a prezzi sostenibili per tutti.
La più recente normativa impone quindi di dismettere questa società ed impedisce, di fatto, di internalizzare i relativi servizi che, pertanto, dovranno essere affidati agli imprenditori privati che, come già hanno sperimentato i cittadini ruvesi ed i lavoratori impiegati nel settore, non sempre sono campioni di efficienza e di rispetto dei diritti dei lavoratori a cominciare da quello alla puntuale corresponsione della retribuzione.
Il comune di Ruvo di Puglia è ora impegnato nella ricerca di una soluzione e, con la collaborazione di tutti coloro i quali sono chiamati a concorrere all’amministrazione di questa città, riuscirà a scongiurare ciò che la comunità ruvese non può assolutamente permettersi: la perdita di posti di lavoro.
Paolo Marra
Assessore del
Comune di Ruvo di Puglia
Commenti
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Ci preoccupiamo tanto della perdita del posto di lavoro dei dipendenti la” Ruvo serv.”!E degli altri che lo perdono,che facciamo?Trasformiamo il Comune in una società di mutuo soccorso(già lo è!),cosi’ci mettiamo la coscienza a posto!Chi è causa del proprio mal…
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AH FINALMENTE… ERA ORA
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@Antonio 750: eccolo lo scienziato.
Quello non conosce l’ISTAT questo manco la parola leggi dello stato. Alè.
Ammazza che campioni! -
Guarda devil (i cui commenti non mancavano per nulla) che le difficoltà a capire sono evidentemente solo le tue che parli di eludere leggi dello stato. Cosa che evidentemente nell’articolo non è presente e che in genere appartiene ad una parte la politica che non è quella di Marra.
Se me la trovi… ti chiedo scusa. Ma no credo avverrà.
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Caro Piy, mi mancavi! Ma scusami la sincerità: avrei letto più volentieri la replica dell’assessore, anche perché vedo che hai sempre più difficoltà a capire
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ma scusate a ruvo c’è un sindaco?
io penso di no, perchè la fascia tricolore la indossa un fantasma.
se ci fosse stato la ruvo servizi non sarebbe stata toccata.
però rallegriamoci E’FINITA -
Secondo me siamo 50000 considerando anche gli ultimi 77. Che schifo di gente!
Ah. c’è una cosa che si chiama istat. Mai sentito parlare ultimo??
@Devil: l’unica fantasia è che il privato lavori sempre meglio e comunque del pubblico. Quanto all’elusione delle leggi statali: ma dove l’hai letto scusa??? Ma davvero per te 2+2 fa 5…dici cose che non stanno nè in cielo nè in terra!
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Quando sarà dismessa la Ruvo servizi e il tutto sarà affidato alla gestione dei privati ci troveremo di fronte ad una nuova edizione riveduta e corretta dell’appalto della raccolta rifiuti solidi urbani?
Con il servizio che lascia a desiderare e gli operai pagati non so quando? -
penso che siamo piu di 30000 considerando anche gli stranieri. che schifo di amministrazione!!!
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I cittadini di cui sopra aspettano ora con ansia di vedere come lei saprà eludere una legge dello stato convinto com’è che l’ente pubblico paghi prima e meglio del privato, che l’ente pubblico sa far funzionare meglio i servizi…e fantasie del genere
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Dott.Marra,è sicuro di conoscere bene i cittadini che amministra? Se sì, come pretende di somministrare loro quello che scrive a proposito dell’efficienza della Ruvoservizi:un colabrodo per le tasche di quei cittadini? Come pretende di far passare per miglioramento del bilancio il trasferimento di economie al capitolo ‘liti e contenzioso’? Mi perdoni, ma il suo veterocomunismo non ha bisogno delle leggi berlusconiane per essere fuori da ogni logica di buon governo
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COME MAI NON SI RACCONTA PERCHE’ E’ NATA LA RUVO SERVIZI, CHE SCOPO AVEVA, COSA HA FATTO, DI COSA SI E’ OCCUPATA, CHI L’HA VOLUTA E CHI SONO O MEGLIO “DI CHI SONO” I DIPENDENTI…
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la perdita di posti di lavoro è una situazione grave che va seguita con la massima attenzione e competenza non certo in questa sede. una società di servizi privata non può essere mantenuta dal comune con un aggravio di spesa che pesa su tutti i cittadini. credo che i servizi vadano dati in appalto con dei vincoli di riassunzione del personale in mobilità della ruvo servizi.
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Lei ha ragione dottor Marra. Questi sono i regali del governo Berlusconi! Quale proposta o soluzione al problema dei dipendenti ha l’amministrazione?
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AH FINALMENTE… ERA ORA
SECONDO ME QUESTA STRUTTURA CHE STATE CHIUDENDO FUONZIONAVA A MODO SUO
CON IL SINDACO HO PIU’ VOLTE EVIDENZIATO
DEI FAVORITISMI E LUI MI HA DATO RAGIONE!!!!








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