I girasoli e l’assessore Altamura, «una dovuta precisazione»

Scrive Daniela Lamura: «Sminuito un percorso concettuale e un lavoro mio, degli utenti e delle altre persone che direttamente o indirettamente hanno preso a cuore e supportato il progetto»
Sulla iniziativa finale del progetto denominato “Ceralacca” finalizzato all’inclusione sociale di persone disabili, si è innescata una accesa polemica su quella che la coordinatrice cittadina di Sinistra Ecologia e Libertà aveva definito come una immotivata esclusione degli ideatori e organizzatori del progetto da parte dell’Assessore ai Servizi Sociali Elisabetta Altamura. Non si è fatta attendere la replica di quest’ultima pubblicata lunedì scorso. Ora arriva la precisazione di una delle operatrici che sarebbero state escluse dall’evento finale. La polemica sta sempre più perdendo i contorni di una questione di interesse cittadino per assumere quelli di una disputa personale a cui Ruvolive, con l’intervento che pubblica di seguito, intende mettere -per usare le stesse parole della sig.na Lamura in questa nota- il punto finale.
Il progetto “Ceralacca” nasce con l’intento di perseguire due scopi fondamentali, quale quello non solo di dimostrare e valorizzare le capacità “altre”, ma anche quello di muovere i primi passi nella direzione di una sana inclusione sociale del disabile.
I due obiettivi come indicati da progetto, sono:
-INCLUSIONE SOCIALE DEL DISABILE;
-SENSIBILIZZAZIONE DELLA COLLETTIVITA’ ALLA TEMATICA.
Proprio in funzione di questi due obiettivi, la sottoscritta, in quanto ideatrice e realizzatrice del progetto, aveva quindi ritenuto opportuno, se non necessario (data l’arretratezza del nostro paese sulla tematica),di agganciare alla bancarella della vendita un qualcosa che le desse un maggior contenuto, cioè un breve momento di riflessione sulla tematica, con l’ausilio di esperti (già
individuati e da cui era già arrivata conferma circa la presenza) che avrebbero consentito di dar vita a un confronto inerente alla disabilità a Ruvo (a che punto siamo e cosa si potrebbe fare per migliorare).
Questa proposta si giudicava in linea con le caratteristiche del progetto, e una settimana si riteneva più che sufficiente per definirne i dettagli, ma in realtà la stessa è stata immediatamente respinta con motivazioni a mio dire assolutamente prive di fondamento logico, ma che lasciavano intravedere il desiderio di voler gestire l’evento conclusivo in maniera arbitraria, forse con modalità già decise durante la mia assenza.
Torno alla mattina del 20 luglio, anzi al giorno prima, in cui io stessa contatto telefonicamente l’Assessore Altamura in due momenti diversi della giornata, ritenendo opportuno un incontro con la stessa per stabilire assieme la strutturazione dell’evento, telefonate a cui non si riceve risposta dati gli “innumerevoli” impegni della destinataria e a cui fa seguito un mio sms in cui l’Assessore viene informata delle mie intenzioni in merito.
Venerdì mattina, 20 luglio, mi reco alla sede del centro, dove a mia insaputa vengo accolta dall’Assessore e dall’Ass. sociale referente per il settore servizi sociali del Comune, preciso a mia insaputa, in quanto quella mattina non ho ricevuto alcuna comunicazione che mi informasse dell’incontro (mi ero recata al centro solo per consegnare materiale per il progetto, non sapendo di dover incontrare alcun esponente dell’amministrazione).
Il “disappunto” non è stato possibile manifestarlo, nel momento in cui, bocciata in toto la mia proposta, sono immediatamente partite le chiamate per organizzare la solita bancarellina di vendita c/o la pineta (preciso anche qui che nel momento in cui la mia proposta è stata rigettata ho chiesto la possibilità di analizzare io stessa i prossimi eventi ruvesi, in modo da poter scegliere quello più idoneo alla situazione, ma anche per questo, a detta di qualcuno, c’era poco tempo).
Messa nella posizione di non poter più intervenire nella decisione e visto sminuito un percorso concettuale e un lavoro (mio, degli utenti e delle altre persone che direttamente o indirettamente hanno preso a cuore e supportato il progetto) ho dovuto con profonda amarezza prendere la decisione di bloccare la parte conclusiva dell’attività, e di lasciarne la prosecuzione a chi, dopo 2
mesi di totale disinteresse, ha preso le redini della situazione in maniera oltremodo scorretta.
Con assoluta tranquillità d’animo, ho semplicemente voluto esporre la mia versione dei fatti al pari di quanto riferito alla coordinatrice Ilaria Sorice, sperando di poter apporre in tal modo un punto finale alla vicenda.
Daniela Lamura
Commenti
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quindi ci stai dicendo, a onor di cronaca, che per certi versi sei stata tu a volerti estromettere quando non hai trovato riscontro a quello che avevi in mente, non l’Assessore &C. ad appropriarsi del progetto come invece abbiamo letto nel primo capitolo di questa epopea…………








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