Prima candelina per l’Associazione NoixVoi

Mariangela Campanale

Entusiasmo, voglia di imparare, di donare un sorriso, sono gli ingredienti che hanno accompagnato i giovani volontari durante tutte le loro attività.

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L’Associazione di volontariato NOIXVOI è ormai giunta alla prima candelina. Entusiasmo, voglia di imparare, di donare un sorriso, sono gli ingredienti che hanno accompagnato i giovani volontari durante tutte le loro attività.

L’Associazione, nata da pochi soci fondatori, vede oggi un ampio ventaglio di volontari, con eterogenee attitudini ed abilità.
Durante l’anno trascorso l’Associazione ha svolto Volontariato nelle case di riposo M.M.Spada e San Gerardo Maiella, al fine di portare un sorriso attraverso semplici ed entusiasmanti attività, che hanno visto protagonisti gli stessi anziani, con un divertentissimo spettacolo di Carnevale, con feste di compleanno, con una tombolata natalizia. Anche quest’anno le due case di riposo diventeranno palcoscenico di un nuovo spettacolo colmo di allegria, giochi e soprese, in occasione del Carnevale.
I nostri giovani volontari  si sono recentemente confrontati con altri ambienti, come l’ospedale onco-ematologico pediatrico di Bari, che ha visto necessario il confronto con un ambito molto denso di sofferenze, ed emozioni.

Potrete chiedervi: cosa spinge dei giovani ragazzi a ritagliare un po’ di tempo da dedicare a queste attività? Qual è il loro scopo?

«Sono entrata nell’associazione grazie ad un’amica che conosceva alcuni membri. Sapevo si occupasse di volontariato con l’unico scopo di donare sorrisi a tutti.Combatto ogni giorno a favore di questo principio! Poi ho scoperto che non dona sorrisi solo agli altri; la prima a beneficiarne sono stata io. Quando mi sono accorta che un’anziana, tenendomi la mano, mi ringraziava del niente, ho capito che la nostra vita si rafforza con la gioia altrui. Credo sia questo il motivo per cui continuo a restare in associazione». Questo è il pensiero di una diciottenne liceale, una delle ultime volontarie entrate in associazione, Mariapia Marinelli .

«In una realtà così piccola come quella della nostra Ruvo, pensare al volontariato può sembrare un accessorio. Tuttavia, credere nella sincerità degli affetti, nella gratuità degli stessi, nel vedere l’altro non come strumento per i propri obiettivi, ma come confronto, questo è ciò che per me significa volontariato» sostiene Mariangela Campanale, 24 anni.

«Non c’è niente di meglio della soddisfazione di veder la gente sorridere o veder brillare gli occhi degli anziani mentre raccontano frammenti della loro vita. Si tratta di esperienze che credo, tutti debbano provare;  è un’occasione di formazione e di crescita perchè ciò che per noi sembra poco, per alcuni può essere tanto; ed io voglio contribuire» dice Antonella Lobosco, 22anni.

«Ciò che mi ha spinto ad entrare in associazione è stata la voglia di voler essere in qualche modo partecipe delle diverse realtà a cui molto spesso si voltano le spalle per ignoranza, per pigrizia o altro; ma bisogna rendersi conto che ci sono persone,che anche se non lo chiedono, desiderano il nostro aiuto. Per cui, quando ho sentito parlare dell’associazione e delle sue iniziative sono rimasta colpita per la varietà dei progetti che porta avanti in silenzio e senza pretendere nulla in cambio». Questo è un piccolo pensiero di un’altra volontaria che si è appena affacciata al mondo del Volontariato, Adriana Lobascio.

«Per me fare volontariato in questa realtà associativa è un’esperienza di vita pronta a regalare immani soddisfazioni non riscontrabili in nessun altro ambito. Tutto questo mi aiuta ad apprezzare le piccole cose!», sono le parole di Annamaria Lauciello, 21 anni.
Un anno di nuove sfide, nuovi sorrisi e carico di aspettative attende il Volontariato di NOIXVOI.  Per un percorso che possa condurre a sempre più grandi soddisfazioni, al fine di portare gioia a ogni singola persona, dal bambino all’anziano, all’ammalato, a chi è in difficoltà, a chi è triste, a chi non riesce più a sorridere, perché, «Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno» (Friedrich von Schiller).

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