Verso l’ospedale del nordbarese

Elena Albanese

Localizzata l'area di costruzione tra Molfetta e Bisceglie, dove c'è viabilità anche per Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Giovinazzo, Andria e Trani

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Nella sua recente visita all’ospedale don Tonino Bello di Molfetta, l’assessore regionale alla salute Elena Gentile ha smentito le voci di una possibile chiusura, dovuta al piano della salute del ministro Beatrice Lorenzin che minaccia lo smantellamento dei nosocomi con meno di 120 posti letto.

«La Puglia ha già pagato il prezzo più alto tra le regioni in materia di piano di rientro», ha detto. «Noi faremo in modo che nella rivisitazione del piano ospedaliero e dei servizi nessun altro ospedale di Puglia possa essere cancellato. Certamente escludo che possa essere questo uno degli ospedali segnati ulteriormente da politiche che hanno guardato solo alle austerità dei numeri e non alle eccellenze e alla qualità dei servizi».

Il sindaco Paola Natalicchio ha colto l’occasione per porre l’attenzione sulla futura realizzazione dell’ospedale del norbarese, affermando che convocherà a breve i primi cittadini delle città coinvolte per riattivare il percorso che porterà ad avere un presidio tra Molfetta e Bisceglie, in una zona già urbanizzata, dove c’è viabilità anche per Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Giovinazzo, Andria e Trani.

Al momento è stata localizzata un’area, è stata costituita una fondazione e si parla di un costo di 60 milioni di euro, ma non c’è ancora uno studio di fattibilità. «Sono sicura che con i Sindaci raggiungeremo un accordo perchè queste non sono cose di campanile. Il tema è riuscire a dotarci di una struttura che ci faccia sentire protetti», ha concluso la Natalicchio.

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