Balzerani a Ruvo, ultimo atto di una lunga vicenda

Una presentazione serena. All'uscita "Il Covo del klan" protesta: «Fuori i terroristi dalla mia città». Balzerani: «Sono d’accordo»
Nonostante le molte lamentele, contestazioni e richieste di bloccare il patrocinio da parte del comune, Barbara Balzerani è arrivata a Ruvo di Puglia. Ha presentato alla cittadinanza il suo libro “Lascia che il mare entri” e l’ha fatto nel migliore dei modi, tralasciando tutte le accuse ricevute dalla gente. Ad attenderla c’erano diverse persone, molto più di quanto si era immaginato. Rispettose nei confronti dell’autrice, hanno assistito alla presentazione tralasciando “ciò che è stato” e pensando solo “a ciò che è”.
La Balzerani nel suo libro ha parlato di tre generazioni di donne, lei, sua madre e la nonna di sua madre. La scelta femminile è una scelta inconsapevole, dettata dalla forte stima dell’autrice per sua madre. Nel libro si parla di una famiglia di emigrati per lavoro dal nord Italia al centro, precisamente a Collecchio nel Lazio. Si tratta di una storia vissuta con forse ardore, alla quale l’autrice ha dedicato momenti di forte riflessione.
Una presentazione calma e tranquilla, alla quale è seguita la vendita dei libri autografati dalla stessa Balzerani. Una donna sicuramente provata dal mondo esterno e che non rilascia nessun tipo di intervista per evitare contatti con tutto ciò che un tempo era sua.
Siamo riusciti però a porle un semplice interrogativo: qual è stato il forte sentimento che l’ha spinta a scrivere questo libro?
«Il voler riallacciare i fili. Mi viene in mente a questo proposito un’autrice morta da poco Maria Lai nata all’inizio del secolo in Sardegna che per diverse vicende andò via dal suo paese la quale per descrivere la sua arte contemporanea utilizzava diversi fili. Ella diceva: se non capisci, segui il ritmo. Quando infatti la parola confonde, se c’è un filo che ti lega, quel filo lo senti dentro».
Non sono mancati i manifestanti. La serata infatti si è conclusa con uno striscione con su scritto: «Fuori i terroristi dalla mia città» e un commento della Balzerani: «Sono d’accordo».
E all’indomani dell’iniziativa, sono arrivate le precisazioni del “Covo del klan”: «La nostra contestazione si è svolta, come da nostro stile, in maniera totalmente pacifica e silenziosa. Lungi dalle orge di sputi, urla ed insulti tipici delle contestazioni di certa “sinistra antagonista”.
Un gruppo di circa 15 persone, schierato e compatto, ha srotolato uno striscione durante l’uscita dei pochi partecipanti all’evento, ricevendo elogi ed applausi da parte di alcuni cittadini e restando impassibile persino all’unica provocazione della serata, giunta paradossalmente dalla stessa Balzerani che, uscendo dalla sala, ha urlato un vergognoso quanto patetico “sono d’accordo con voi!”.
Vogliamo ribadirlo a chiare lettere: non esiste alcuno sconto di pena che possa cancellare certe colpe, e nessuno spazio sarà dato a chi ieri si è insozzato le mani di sangue».
Commenti
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Sono totalmente indignato nei confronti dell’amministrazione comunale, adesso ci manca solo che venga dato il patrocinio ai componenti della uno bianca. Non aggiungo altro pena la censura del commento…








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