Nota esplicativa riguardo la sentenza del Tar in merito al comparto A

Le soluzioni potranno essere trovate (e ci sono) ma solo coinvolgendo esclusivamente tutti i Consiglieri Comunali, di maggioranza e di opposizione
A seguito della sentenza emessa dal Tar riguardo il comparto A, i consiglieri comunali Dr Matteo Paparella, Dr Francesco Catalano, Rag. Antonello Paparella, Dott. Claudio Cantatore e Giovanni Mazzone hanno voluto rendere pubblica una nota nella quale esplicitano i loro dissapori in seguito ad una mancata collaborazione tra maggioranza ed opposizione.
Con delibera di G.C. nr. 428/5 – 6 – 1997 fu deliberata la occupazione temporanea di urgenza e conseguentemente fu emesso il decreto sindacale nr. 163/6-6-1997.
L’ingegnere Michele Stasi, sin dal 1997, ha sempre citato sentenze anche di Cassazione, per cui, nel caso di ERP, non era prevista la “fissazione dei termini degli atti espropriativi”.
Il TAR nel 1999, e poi il Consiglio di Stato nel 2000, annullavano gli atti espropriativi “per omessa fissazione dei termini”.
“Dimentica”, tra gli altri, l’Assessore Montaruli che il PRG è stato approvato il 1999. Già all’epoca si poteva sistemare l’intero comparto sia per l’ERP che per l’edilizia privata.
Purtroppo già allora il centro sinistra ignorò tali sentenze e non adottò alcun provvedimento amministrativo efficace ed opportuno.
Il Consiglio di Stato in adunanza plenaria nel 2002 escludeva per l’ERP “La fissazione dei termini”.
Il Consiglio Comunale con delibera 66/2001 adotta il piano di lottizzazione del comparto “A”(Sempre Giunta di Centro Sinistra).
Il Consiglio Comunale con delibera 56/2006 riadotta il piano di lottizzazione del comparto “A” su proposta del 72% dei proprietari dei suoli, che non hanno mai impugnato né gli atti espropriativi nè le relative indennità di esproprio !!
Fino al 2007 in sostanza, non ci sono responsabilità erariali!!
Poi il 3 Giugno 2009, protocollo n r.11118, il Comune diffida il 28% dei proprietari del Comparto “A” ad ottemperare ai famosi articoli 128 – 129 130 del Regolamento di Edilizia che fissano in 6 (sei) mesi il termine massimo per costruire (ad oggi sono passati inutilmente ben 28 semestri !).
Comunque la diffida è rimasta lettera morta.
E si parla sempre di Centro Sinistra.
Il 28 Dicembre 2012 il Consiglio Comunale approva all’unanimità una delibera per l’attuazione della procedura sanante (ex art.42 Bis DPR 327/2001).
I tre Consiglieri del Patto per la Città presentano un emendamento che viene accettato dall’intero Consiglio Comunale.
La dichiarazione di voto dei tre Consiglieri Comunali di opposizione indica la strada (obbligatoria !)per chiudere l’intera vicenda.
L’assessore Caterina Montaruli “impone” ai suoi consiglieri comunali la sua teoria per cui il rispetto (obbligatorio !) dell’art. 130 del Regolamento Edilizio deve essere inteso come “raccomandazione”, cioè come “invito”.
Il risultato disastroso delle successive transizioni era pertanto inevitabile.
Sarebbe superfluo ora evidenziare che le transazioni si fanno sempre tra tutte le parti in causa (e quindi fra tutti i proprietari, ed in primis con il 28% dei proprietari ricorrenti e promotori delle sentenze del Tar del 1999 e del Consiglio di Stato del 2000, ed ovviamente con il coinvolgimento di tutte le cooperative).
Le transazioni si fanno non “chiedendo disponibilità a mani giunte” ma facendo valere atti e procedure rigorosamente conformi alle leggi, ai regolamenti ed alle sentenze emesse.
E le vere responsabilità erariali decorrono dal 20 Settembre 2012 (è questa la data fatidica), e nel termine di cinque anni devono essere adottati atti interruttivi dell’istituto della prescrizione.
Poi le soluzioni potranno essere trovate (e ci sono) ma solo coinvolgendo esclusivamente tutti i Consiglieri Comunali, di maggioranza e di opposizione.
Caso contrario è solo confusione e caos infiniti.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti