Via Rogliosa, vero o falso?

La lettera del professor Nicola Stragapede, impegnato nella storia e nelle tradizioni del paese, mette in dubbio l'autenticità di "Santa Maria della Rogliosa"
Nascono forti dubbi sull’autenticità della tanto declamata “Via Rigliosa”. A spiegare il perchè di tutto questo dibattito è la lettera del professor Nicola Stragapede, da sempre impegnato nella storia e nelle tradizioni del paese. La lettera è stata inviata al comune di Ruvo di Puglia, alla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali, a Monsignor Vincenzo Pellegrini e all’associazione turistica Pro Loco.
«Non credo faccia onore ad una persona colta che scrive sulla storia locale, propagare un falso storico, che sta passando inosservato ai Ruvesi e alla Pro Loco.
Ciò urta la sensibilità popolare, legata alla tradizione, ai nomi e alla religiosità dei cittadini. Parlo della tanto declamata “S.Maria della Rigliosa”, mai esistita, sia come immagine, come nome, come cappella e rito nel mese di luglio.
Addirittura, per giustificare quel falso, si vuole cambiare il nome della strada, da via Rogliosa a via S.Maria della Rigliosa. L’autore di tutta l’operazione ha egregiamente spiegato il nome Rogliosa (la regnause). Oggi, vivaddio, quel “ghetto” del periodo medioevale non esiste più. Gli abitanti di via Rogliosa non sono più quelli di una volta, In quella via stretta, sgangherata, ove prevale il tugurio, ricordiamo che si accedeva dalla Porta del Buccettolo (u veccièttue) situata a fianco della chiesa di San Giacomo su Corso Ettore Carafa.
Esaminando le ricerche dell’interessato e, rifacendo il percorso su Internet, abbiamo scoperto da dove ha attinto quella falsa storia. Il riferimento inserito nel volume “Ruvo Sacra” pag.174, non dimostra alcunché. In quel quartiere tra via Schiavi, via Rogliosa e via Pomponio, esisteva solo una cappella dedicata a S. Pietro apostolo, S. Donato Vetere (oggi Cartoleria Rubini) e tra via Schiavi e Piazza Matteotti vi era un convento di suore (oggi tabaccheria Volpe). Un’immagine della Madonna si trova invece su via Madonna, una stradina che dal Corso Carafa sbuca in Piazza dell’orologio. Fino a poco tempo fa gli abitanti di quelle strada festeggiavano quella icona dell’800. Un elenco completo delle chiese e delle cappelle non più esistenti a Ruvo l’ha riportato l’avv. Francesco Jurilli,ispettore del Demanio, nel suo “Ruvo di Puglia- nella Preistoria e nella Storia”; di una cappella in via Rogliosa neanche l’ombra. Ultimamente è stato anche restaurato (?) l’affresco della Madonna delle Grazie. Un vero scempio, dopo quello meno pesante operato da Casamassima molti anni fa.
L’immagine, riprodotta su ceramica, di “S. Maria della Rigliosa”, solennemente benedetta dal vescovo, affissa e festeggiata lungo quella via, è stato certamente copiata da un catalogo di Madonne bizantine. Quelle Madonne sono molto diffuse, specialmente in Puglia, perché i Bizantini, nel tentativo di riappropriarsi dell’ Impero Romano di Occidente, occuparono per lungo tempo il Meridione (e la Puglia in particolare) costruendo conventi basiliani (vedi Calendano). Quelle Madonne venivano dai pittori ripetute nel vari Comuni, per cui se ne trovano uguali in molti Comuni.
Molti sono anche i quadri scoperti sotto terra e nascosti nei boschi per sottrarli alla furia iconoclasta. Vedi Sovereto, Giovinazzo e tanti altri rinvenimenti. A Ruvo furono i pastori abruzzesi della “Transumanza” a scoprire nel bosco una icona bizantina che portarono al loro paese e la venerano tuttora come Madonna di Ruvo. Quella riprodotta sulle piastrelle di via Rogliosa somiglia ed è identica alla Madonna che si venera a Belcastro, che qui riproduciamo a confronto, mentre il termine dialettale “rigliosa” risulta come secondo nome di santa Maria gloriosa o Rigliosa a Moltemilone. Poiché non esiste Madonna di questo titolo, né la parola si trova sul Vocabolario, né esiste nel nostro dialetto, ci siamo rivolti a don Vincenzo, parroco di quella città il quale ci ha fatto rispondere dopo alcuni giorni dal prof. D’Amelio, della biblioteca di Montemilone. “Rigliosa” a Montemilone significa “rigogliosa” perché quella Madonna, trovata nel bosco, è la Madonna dei campi, soprattutto del grano. Venerata nei millenni dai Basiliani, dai Carmelitani, dai Benedettini, dai Francescani e dagli eremiti locali ( forse autori di quel termine dialettale), oggi l’immagine è indicata come “Madonna del bosco”. Il termine “rigliosa” al posto di “rigogliosa” risente delle trasformazioni delle parole, che in dialetto, spesso, vengono sincopate (vedi “Melina” al posto di “Carmelina” e “Leo” al posto di “Pantaleo”).
Non credo sia onesto propalare un falso storico e avanzare richieste per cambiare il nome di una strada per giustificare un falso.La storia di un paese e’ legata alle parole e ai significati che contengono, al fine di tramandare ai posteri i segni della storia che, altrimenti, scompaiono. Anche via Schiavi di quella zona, ha il suo preciso significato, in quanto in quella strada abbitavano gli schiavi. Il Comune e la Sprintendenza non dovrebbero prestarsi a tanto. La Pro Loco che ne dice?
Tanto dovevo come ruvese, impegnato nella storia e le tradizioni del mio paese».
Commenti
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Caro Professore, stimo il suo interesse per la sua ricerca sempre utile ai nostri concittadini complimenti ancora una volta ricordando le sue poesie in dialetto vernacolo ruvese e mi fa piacere che è sempre attivo e a disposizione per far conoscere la storia di ruvo che tanti sono curiosi nel saper qualcosa da raccontare ai nostri nipoti








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