Povertà ruvese, la replica dal Comune: «Siamo sempre stati sensibili ai problemi dei cittadini»

La Redazione

Non tarda ad arrivare la risposta dell'assessore Elisabetta Altamura: «Per le suddette ragioni al nucleo familiare interessato è stato sottoposto e illustrato un progetto assistenziale individualizzato»

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Dopo le lamentele esposte dalla famiglia che vive disagi dal punto di vista economici in merito alla loro precaria condizione e agli aiuti proposti da Vito Di Vittorio e alcune associazioni locali, non tarda ad arrivare la risposta del Comune, nella persone di Elisabetta Altamura, assessore alle politiche sociali.

Già precedentemente l’assessore Altamura si era espresso riguardo la vicenda, esprimendo tutto il loro dispiacere e la loro voglia di aiutare questa famiglia.

Leggiamo di seguito il comunicato intero:

Sento il dovere di intervenire a fronte delle comprensibili lamentele esposte dal sig. ****, per evidenziare che l’Amministrazione Comunale, ed in particolare l’Assessorato alle Politiche Sociali, è sempre stato sensibile alle problematiche di tutti i cittadini ruvesi, intervenendo spesso al limite delle proprie possibilità.

Né è una prova l’aiuto dato alla famiglia ****, all’indomani di uno sfratto esecutivo, laddove fu data loro, nel 2011,  la possibilità di occupare “temporaneamente” un alloggio comunale.

Un alloggio provvisorio per far fronte sia all’emergenza abitativa che al disagio economico in cui la famiglia versava. Il contratto sottoscritto prevedeva un anno di  locazione, senza bisogno di alcuna disdetta con l’intento di liberare il suddetto alloggio allo scadere del medesimo contratto. Questo non è avvenuto. Con il tempo le condizioni dell’immobile sono cambiate e il sopralluogo, avvenuto nel 2014, e la relativa relazione tecnica dell’ufficio tecnico comunale hanno evidenziato la situazione dell’immobile producendo una stima dettagliata degli interventi manutentivi da fare e dichiarandolo non idoneo ad abitazione. Nel contempo il nucleo è stato ed è seguito dal servizio sociale professionale che ha provveduto, ogni qualvolta è stato necessario.

Inoltre non è forse un aiuto economico la possibilità che si è data al nucleo di poter mantenere un alloggio anche in assenza del pagamento, seppur modico, del canone di locazione?

Non è forse un aiuto economico il fatto che  il nucleo beneficia delle utenze senza alcun esborso da oltre tre anni?

Probabilmente tali interventi sono considerati insufficienti, ma non è corretto, né veritiero dire che l’amministrazione e gli assistenti sociali “li hanno abbandonati”.

Allo stato attuale, il Comune è costretto a richiedere il rilascio dell’immobile sia perchè non più idoneo, sia per poter intervenire con lavori di ristrutturazione e, per di più, si è nell’indisponibilità di altri alloggi comunali liberi nel quale collocare la famiglia.

Per le suddette ragioni al nucleo familiare interessato è stato sottoposto e illustrato un progetto assistenziale individualizzato che prevede un sostegno economico per far fronte alle spese relative al fitto di un nuovo alloggio. 

Il suddetto nucleo familiare si è riservato di firmare tale progetto esprimendo però la volontà di farlo e chiedendo un ulteriore tempo utile per iniziare fattivamente la ricerca di un alloggio, smentendo nei fatti quanto ingiustamente dichiarato. 

L’Amministrazione Comunale vorrebbe garantire a tutti il diritto ad una casa ma, in questi ultimi anni, la richiesta di abitazione è aumentata in maniera esponenziale, complice questo momento di grave crisi socio-economica e lavorativa. Essa, nel pieno dei suoi poteri e delle sue possibilità di gestione delle situazioni di difficoltà economica ed abitativa, è sempre stata sensibile al benessere  di ogni cittadino intervenendo nelle situazioni di emergenza abitativa utilizzando sia immobili comunali, ormai esauriti, o tramite progetti individualizzati di aiuto economico. Sono poi previste nella nuova pianificazione “Contratto di Quantiere II” la realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata.

E pur vero che sono necessarie nuove normative in materia di politiche della casa che possano sostenere concretamente tutti i cittadini che versano in uno stato di disagio economico-abitativo in modo che diano alle singole amministrazioni una gestione diretta e immediata delle criticità.

Si conclude stigmatizzando la strumentalizzazione della disperazione e dell’angoscia delle persone in difficoltà diffondendo illusione e false speranze e proponendo soluzioni possibili e fattibili.

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