Consiglio comunale, la sintesi

Elena Albanese

La nomina a consigliere di Grazia Ursi, non presente perchè malata, dovrebbe finalmente garantire le "quote rosa" e chiudere la stagione delle dimissioni e delle surroghe

0 commenta

Consiglio comunale in punta di fioretto, quello di ieri sera. Era stato convocato d’urgenza per la surroga di Giuseppe Lovino, ennesimo consigliere dimissionario, sostituito con votazione all’unanimità da Grazia Ursi, che non era presente in quanto malata, ma dovrebbe chiudere la brutta crisi attraversata nell’ultimo periodo dall’amministrazione e allo stesso tempo aggiungere finalmente un pizzico di “quote rosa” alla massima assise cittadina.

Infatti la seduta è stata l’occasione per un elegante e cordiale scambio di ringraziamenti e complimenti tra maggioranza e opposizione sulla gestione della vicenda, che ha visto quest’ultima «non far mancare il numero legale in diverse occasioni», come ha sottolineato il consigliere Testini, passato dal Gruppo Indipendente al Pd.

Riconoscimento gradito da Matteo Paparella, che prende la parola per fugare le accuse di «inciucio» piovute da più parti, specie sui social, e ribadire che si è trattato di «intesa sui provvedimenti. Noi siamo e resteremo opposizione, ma prima di muoverci ci documentiamo». L’obiettivo comune, evidentemente raggiunto con la revoca delle dimissioni del Sindaco, di cui si discuterà nel prossimo consiglio, era quello di evitare il commissariamento perchè, prosegue Paparella, «i problemi di Ruvo sono cominciati col commissariamento del 2001» e sono proseguiti coi successivi. Invece, in una situazione che «in un altro posto sarebbe stata vissuta in maniera sguaiata», la guida del paese ha reagito con «stile». Il suo intervento difende addirittura i lavori in piazza Matteotti, inizialmente osteggiati, e definisce infondate le critiche sui presunti ritrovamenti archeologici.

Il sindaco Ottombrini annuisce e poi, nel suo successivo e conclusivo intervento, ribadisce che le minacce non sono nel Consiglio, ma vengono dall’esterno, da chi spara a zero su tutto e su tutti senza conoscere la realtà dei fatti. Parole molto sentite le sue, a tratti gridate e commosse. Ringrazia Paparella per il suo discorso e i nuovi consiglieri «per il senso di responsabilità verso la città», poi dice che, mentre «la democrazia ci insegna a confrontarci», «fuori c’è qualcuno di veramente volgare e cattivo». Al contrario, in Consiglio, «nessun astio, il rispetto della persona prima di tutto. Avremo sempre modo di parlare e lavorare per il bene della città».

E’ stato questo il leitmotiv dell’assise, che si conclude con un nuovo richiamo alla concretezza. «Il resto sono grida e chiacchiere», chiosa il presidente Francesco Catalano.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!