Il centrodestra è pronto per le Amministrative

Antonello Paparella è il candidato condiviso dalla coalizione, che si dice «unita e aperta a chi non si sente rappresentato dal centrosinistra»
Unità, ma anche apertura e allargamento. Sono queste le parole chiave della presentazione del candidato sindaco di centrodestra Antonello Paparella, tenutasi ieri mattina nell’ex Convento dei Domenicani, alla presenza dei rappresentanti della coalizione e del consigliere regionale Domenico Damascelli.
Concetti ribaditi praticamente in tutti gli interventi, a partire dal primo del segretario cittadino di Forza Italia, Anna Cantatore, che ha cominciato parlando di quanto fatto negli anni precedenti, ovvero «un’opposizione seria a una sinistra inesistente, che ha affossato il nostro Comune». Questo il motivo principale per cui il partito del leader Berlusconi si è preso la «responsabilità di scegliere un candidato sindaco che riporterà Ruvo all’antico splendore e l’ha messo a disposizione di tutto il centrodestra». Antonello Paparella è attualmente il nome condiviso da La Destra, Democrazia Cristiana, i fittiani Conservatori e Riformisti e dalle liste civiche Noi ruvesi, Patto per la città e Alleanza per Ruvo.
L’unione è la forza della coalizione, che però non è affatto chiusa, anzi. Alcuni movimenti hanno abbandonato i lavori dopo i primi incontri, «ma noi non demordiamo – dice la coordinatrice -. Soltanto uniti possiamo vincere e cambiare il paese. Chi non si sente rappresentato dal centrosinistra si affacci», conclude.
Michele Pellicani, segretario di Cor, precisa però che «se ci dovesse essere un altro candidato, siamo aperti alle primarie», mentre Giovanni Mazzone sottolinea la necessità di un allargamento delle alleanze.
Francesco Catalano rivendica con orgoglio lo sforzo comune di aver «ricomposto il centrodestra». Una cosa tutt’altro che facile, considerando ciò che accade a livello nazionale e regionale. «Basta rancori, basta insulti personali», è il suo monito e il suo invito per l’imminente campagna elettorale. Un comportamento per il quale crede di aver dato l’esempio nei suoi cinque anni da presidente del consiglio comunale. «Sono convinto che anche gli altri amici del centrodestra non potranno far altro che entrare nella coalizione, dove avranno pari dignità», come nei simboli sovrapposti che rappresentano l’insieme di chi è già confluito.
«Vogliamo costruire una classe dirigente. Nel mio partito, Forza Italia, c’erano tre-quattro persone possibili candidati e molti dicevano che non ci saremmo messi d’accordo. Invece abbiamo dato l’esempio. Niente più fraintendimenti, da oggi si parte con un programma chiaro. Massimo dieci punti. Scriveremo poco perché abbiamo le idee chiare e siamo d’accordo».
Matteo Paparella dice che bisogna «correggere l’impostazione della campagna elettorale», chiamando «Sfascisti» coloro che vorrebbero far fuori tutti i vecchi militanti della politica per liste interamente nuove composte da esponenti della società civile. Secondo lui la ricetta vincente è invece un mix tra gente con esperienza e giovani. «Nessuno sarà cacciato – prosegue -, ma ognuno sarà utilizzato per quello che sa dare». E sottolinea che, dato il generale allontanamento e sdegno nei confronti della politica, «non è facile oggi metterci la faccia».
Anche lui ribadisce che non si tratta di «una coalizione chiusa. Le porte sono spalancate, gli sfasciacarrozze li lasceremo agli altri o al loro isolamento. Anche lo stile e il linguaggio sono importanti. Alcuni amici stanno riflettendo e li solleciteremo. Dovesse esserci da chicchessia un’altra disponibilità faremo le primarie. Ma le regole sono chiare. Noi (Conservatori e Riformisti, ndr) diciamo fin da ora che sosterremo Paparella», conclude.
Domenico Damascelli porta i saluti dell’onorevole Vitali, a Foggia per altri impegni, e conferma l’appoggio istituzionale al candidato: «Tutti sosterremo Paparella anche dopo, quando sarà eletto e avrà bisogno del sostegno del nostro gruppo consiliare alla Regione e dei nostri esponenti a Roma». Lo definisce una valida alternativa a chi in dieci anni non ha portato nessun beneficio alla comunità. Così come definisce questa coalizione un esempio per i coordinamenti regionali: «Finalmente il centrodestra unito».
Infine interviene lui, il candidato, che parla di «continuità e nuova rappresentazione». In un momento di distacco e disprezzo della politica, in cui molti preferirebbero la scelta di una persona della società civile, «noi non siamo d’accordo: un neofita non può prendere decisioni che devono essere immediate. Non abbandoniamo la nave, vogliamo dare contributo ed esperienza, anche in termini di errori fatti nel passato, pur rinnovando in parte la classe dirigente con candidature di gente nuova e di giovani».
Per quanto riguarda le proposte concrete, «non faremo un programma dei sogni, ma punteremo l’attenzione su sette-otto punti per rilanciare in parte il paese. Bilancio, sicurezza (portare a Ruvo la compagnia dei Carabinieri), commercio, vita culturale. Anche il programma non è chiuso e tenderemo la mano fino al giorno della presentazione delle liste».
Una candidatura, la sua, «consapevole dell’onere e dell’onore di rappresentare la città, che gode dell’appoggio» di molti partiti «ma vuole anche quello di chi non ha ancora aderito. Qualora ci fosse un altro candidato disposto a farsi avanti entro dicembre sono disponibile a fare le primarie, perché il centrodestra si presenti il più unito e solido possibile, per rendere finalmente il centrosinistra opposizione», questo il suo auspicio finale.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti