Niente più sprechi alimentari

Un incontro-dibattito sulla nuova legge in vigore da settembre e su quella proposta in Consiglio regionale da Ruggiero Mennea. Per l’assessore alle Politiche sociali un «momento di confronto per progettare insieme percorsi nuovi»
Oggi alle 18 a palazzo Avitaja si terrà una tavola rotonda sul tema della raccolta degli sprechi alimentari, alla luce della recente entrata in vigore della legge n. 166/2016.
Ad arricchire il confronto-dibattito contribuiranno Carmen Craca, co-founder della onlus e startup CibiAMOci, che esporrà i contenuti della norma in materia, attiva dallo scorso 14 settembre, e il consigliere regionale Ruggiero Mennea, che ha proposto una regolamentazione analoga per la Puglia dal titolo “Recupero e riutilizzo di eccedenze alimentari” e ha avviato un percorso partecipato e condiviso per approvarla.
Si parlerà di come ridurre gli sprechi nelle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione degli alimenti, di come favorire il recupero e sostenere la donazione delle eccedenze alimentari con fini di solidarietà sociale e di quanto questi processi possano contribuire alla limitazione degli impatti negativi sull’ambiente, riducendo anche la produzione di rifiuti.
Il complesso processo normativo, ormai concluso a livello nazionale e in corso di discussione a livello regionale, punta a creare strumenti e metodi per mettere in circolo la produzione alimentare in eccesso, destinandola alle persone e alle famiglie che attraversano momenti di forte difficoltà economica, tanto da comprimere uno dei diritti fondamentali di ogni persona: quello al cibo.
«La nostra comunità cittadina è molto attenta a questi argomenti: diverse, infatti, sono state le iniziative già realizzate o in programmazione per creare azioni efficaci di contrasto alla povertà – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali Domenica Montaruli -. L’invito è dunque rivolto a tutti coloro che vorranno prendere parte a questo momento di confronto per progettare insieme percorsi nuovi che, da un lato, sostengano una più diffusa e condivisa accessibilità alla ricchezza del territorio, dall’altro promuovano sane abitudini alimentari, di consumo e di produzione a beneficio di tutti i cittadini e delle aziende».
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