La storia locale a portata di cittadino: “Lo Zibaldone di Nicola Stragapede”

La proposta del direttore della Pinacoteca comunale: «Organizziamo una ricerca guidata di iscrizioni»
Approfondire e interiorizzare la storia locale. E’ questa la prerogativa che si sono imposti nel corso del tempo i diversi epigrafisti e storici che hanno studiato Ruvo di Puglia nel profondo delle sue iscrizioni, nella particolarità dei suoi stemmi e nella maestosità dei suoi epitaffi.
Ed è proprio questa la prerogativa contenuta ne “Lo Zibaldone di Nicola Stragapede”, una raccolta di documenti raggruppati da Carlo Lojodice e suo figlio Francesco; il professor Stragapede ha saputo portare a galla questo vasto repertorio, il quale ha visto ieri sera la sua presentazione ufficiale nella rassegna culturale “Evoluzioni libri”. Ospite della serata Francesco Stragapede, figlio di Nicola, che ha pubblicato il volume dopo la morte del padre.
Ma perché parlare proprio di storia locale? Perché rappresenta la fonte della grande Storia: non si concentra su avvenimenti memorabili o personaggi illustri, ma ingloba ogni tipo di personaggio e argomento. La concezione dell’importanza della storia locale nasce in età umanistica e tutto ciò che si raccoglie è fondamentale per la ricostruzione dello storico, anche ciò che è considerato di minore importanza. La storia locale, come più volte sottolineato durante la serata, delinea la comunità e fornisce elementi in merito alla quotidianità. Sostiene il ricordo, favorisce il radicarsi delle radici e sviluppa il concetto di identità.
Carlo Lojodice ha saputo insegnare la storia e le tradizioni locali attraverso la scuola e il sociale, si è mostrato narratore della memoria e cantore delle tradizioni.
«Lo scopo del lavoro effettuato da Nicola Stragapede – ha dichiarato l’epigrafista Marcella Chelotti – è stato offrire agli studiosi appunti, disegni, documenti appartenenti a Carlo e Francesco Lojodice, unendo in un unico filo tutte queste memorie. La cosa che più gli stava a cuore era che i cittadini conoscessero nel profondo la storia e le memoria della propria città».
Durante la presentazione sono state mostrate al pubblico alcune delle più importanti incisioni presenti nel volume curato poi da Francesco Stragapede dopo la morte del padre. Tra le più degne di importanza troviamo l’iscrizione sepolcrale di Gambadoro o quella di Cassandra Rossi, per continuare citando l’epitaffio di Antonio Avitaja. Lojodice dà conto della cultura aristocratica espressa nei XVII secolo attraverso il valore dato alle attività nel complesso e attraverso l’importanza del latino, la lingua colta conosciuta da un pubblico di nicchia.
Non sono mancati poi molteplici studi sugli stemmi e sugli araldi tipici di famiglie importanti; nel volume infatti il professor Stragapede ha raccolto tutti gli schizzi effettuati da Carlo e suo figlio durante i loro studi.
«Lo studio sulle iscrizioni latine di età romana– ha continuato Marcella Chelotti- nasce dal fatto che egli aveva compreso che anche queste erano testimonianze che non andavano trascurate in quanto considerate la base per il lavoro dello storico: si inseriva così il testo nel contesto storico- sociale».
Nel testo compaiono nove iscrizioni inedite che hanno tracciato la storia romana; le iscrizioni totali sono 20, alcune irreperibili e altre conservate nel museo Jatta. Nicola Stragapede in questo modo ha voluto creare una sorta di memorandum, uno strumento utile per un progetto futuro; ha dato il giusto stimolo per riflettere sul rapporto tra generazioni diverse e sul lavoro da fare nel futuro. Suo figlio Francesco ha colto questo spunto, portando a termine il lavoro che il padre aveva sognato di realizzare: «Ho raccolto l’eredità di mio padre e attraverso le sue indicazioni ho provato a ricucire ciò che lui non ha potuto concludere. Mio padre voleva restituire la conoscenza del popolo alla cittadinanza, in modo da potersene riappropriare. La linea guida da seguire era quella della fruibilità: non far in modo che questi rimanessero solo appunti, ma si trasformassero in uno stimolo per tutti quanti, anche per i passanti che hanno voglia di conoscere la storia del paese. Ho imparato da mio padre che bisogna comprendere tutto ciò che ci circonda, dalla piccole alle grandi cose. E in questo modo ho fornito una chiave di lettura importante, rendendo ai cittadini quella conoscenza che col tempo si sta perdendo».
A questo proposito Francesco Picca, direttore della Pinacoteca Comunale, ha lanciato una proposta subito accolta da Stragapede: quella di organizzare una ricerca guidata di iscrizioni per il paese, alcune già note e studiate, altre no.
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