Ruvo protagonista di una favola. “Luci e suoni d’artista” riveste il paese di magia

Francesca Elicio

Abbiamo raccolto in questi giorni i commenti di chi ha vissuto questo weekend in città. Pino Minafra: «La cultura è per tutti. Devi solo porgerla»

0 commenta

I primi giorni di dicembre. L’aria fredda che ti attraversa le ossa e la percezione che qualcosa di magico si avvicina.

A Ruvo di Puglia ad esempio è accaduta una magia; una magia dal nome “Luci e suoni d’artista”. La prova che anche in un paese ricco di tradizioni e usanze si può innestare un meccanismo di innovazione e modernità che non fa perdere però il senso della festività.

Tra l’emozione mista a commozione e orgoglio dell’assessore Monica Filograno, l’entusiasmo quasi fanciullesco del Primo cittadino, la forza e caparbietà de La Capagrossa Coworking e Laboratori Tanè e l’operatività di tutti i cittadini coinvolti nel progetto, è stato impossibile non lasciarsi trascinare in questo turbinio di sentimenti.

E questa magia ha colpito davvero tutti, proprio come se fosse un effetto domino. La luce ha puntato il riflettore su un aspetto davvero molto importante, mai preso in considerazione: la creatività.

Certo, non sono mancati neanche i commenti negativi: ma come ogni “rivoluzione” che si rispetti, ha bisogno di far parlare di sé. E citando Oscar Wilde, “nel bene o nel male l’importante che se ne parli”.

“Luci e suoni d’artista” ha avuto il successo di riportare a galla tante realtà sommerse. Ha portato alla riflessione, attraverso la barca posta in piazza Matteotti. Ha portato alla conferma di quanto l’arte sia importante, attraverso lo spettacolo teatrale “Griselda”. Ha portato alla comprensione di quanto Ruvo di Puglia abbia ancora bisogno del Talos, con la travolgente performance di New Sud Ensemble di Pino Minafra</a>; ma soprattutto di quanto i giovani possano davvero fare la differenza: e la Bembè Percussion Ensamble di Tommaso Scarimbolo ne è conferma.

Noi de la redazione di RuvoLive.it in questi giorni abbiamo raccolto un po’ di pareri, per comprendere meglio qual è stato il clima respirato.

«Finalmente un’iniziativa che ha portato alla rottura con il passato, a nuove ambientazioni e nuovi contesti. Io penso che le polemiche fatte siano state sterili: il tema ha incluso tutti, tutte le culture e religioni, quindi io non ho visto questi grossi problemi», ha affermato un giovane studente.

Diversi anche i gruppi proveniente da paesi limitrofi. «Siamo rimasti sorpresi di fronte a questa installazione. E’ davvero una bella iniziativa; il primo impatto è stato sicuramente molto positivo ma adesso non vediamo l’ora di percorrere il centro storico e vedere cos’altro ci aspetta».

Sorpresi sono apparsi anche i proprietari dei mercatini che hanno invaso il centro storico nella giornata di ieri e che saranno i protagonisti delle prossime domeniche. «L’unica nota negativa – hanno sottolineato – è il fatto che siamo un po’ dispersi. Ci sarebbe piaciuto essere tutti quanti insieme tra noi».

Non solo residenti di Ruvo. Nella nostra passeggiata per il centro storico, abbiamo avuto modo di incontrare due ragazzi trasferitisi a Ruvo per sport: uno proveniente dall’Argentina e uno di Milano. «Io da ieri non faccio altro che scattare foto – ha esclamato l’argentino -. Nel mio paese non c’è nulla del genere; non abbiamo un centro storico, quindi per me è qualcosa di nuovo vedere questa differenza che c’è tra parte antica e moderna. È davvero tutto molto bello, ne sono rimasto attratto».

«Non abbiamo avuto modo di seguire gli altri eventi – ha affermato il milanese – ma posso dire che questa situazione è davvero molto bella e particolare. Mi ha colpito soprattutto l’albero tutto illuminato in piazza Bovio; osservarlo è stato davvero fantastico».

All’appello non sono mancate neanche le due anime di questi tre giorni, due artisti uniti dall’amore profondo per la musica e la propria terra: Tommaso Scarimbolo e Pino Minafra.

«L’assessore Filograno ha pensato tutto come un laboratorio; l’obiettivo era proprio la coesione. Anche i simboli rappresentati lo dicono: si deve fare gruppo. Oggi è più facile sfaldasrsi che fare gruppo. E questa cosa è stata davvero nuova per Ruvo di Puglia. La cosa che ho notato è che finalmente le poltrone sono andate giù: alle 11 di sera c’erano assessore, Sindaco e relative famiglie ancora a lavorarci su. Io spero solo che sia una manifestazione che non finisca qui e che prosegua sempre come un laboratorio pronto ad evolversi e cambiare sempre, come proprio il nostro progetto»; queste le parole di Tommaso Scarimbolo.

Ha terminato il maestro Pino Minafra: «Credo che abbiamo lasciato il segno, nonostante le difficoltà tecniche e di altra natura. Era necessario dare un segnale nonostante la precarietà di tutto. Ero molto preoccupato; il fatto di rivedere persone di diversa età ed estrazione era impagabile perché capisci che la cultura è per tutti. Devi solo porgerla, altrimenti sei vittima di situazioni commerciali che impongono un prodotto. L’essenza è questa: porgere informazioni vere che possono e non devono piacere come tutte le cose della vita. Il tutto nasce da una voglia di comunicare e aprirsi».

Si è conclusa una (r)evolution che ha avuto il merito di portare in sè un nuovo tipo di innovazione: quella che è ancora capace di conservare in sè quel pizzico di tradizione tipica di un paese come Ruvo di Puglia. 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!