Veicoli non assicurati, Ruvo all’ottavo posto in provincia di Bari

A dirlo è “Il sole 24 ore” in uno studio pubblicato lo scorso 7 maggio. La percentuale nella nostra città è del 16,15%, superiore alla media nazionale che si attesta sul 12,7%. Maglia nera a Corato
Corato, Modugno, Molfetta, Terlizzi, Bitritto, Giovinazzo, Sannicandro di Bari, Ruvo di Puglia, Bari e Grumo Appula. In ordine, dal primo al decimo in classifica, sono i comuni dell’Area metropolitana con il maggior numero di auto prive di assicurazione.
A dirlo è “Il sole 24 ore” in uno studio pubblicato lo scorso 7 maggio, dal quale risulta che in media in Italia il 12,7% degli autoveicoli risulta non assicurato. Per la nostra città la percentuale sale invece al 16,15%, dato di poco superiore al capoluogo pugliese, che si attesta sul 15,15%. Si va invece dal 18,34% di Corato (maglia nera) al 16,29% di Sannicandro per le prime sette posizioni nella nostra provincia.
Il sud della Penisola, in generale, è molto meno “assicurato” rispetto al nord.
Come sono stati ottenuti questi dati
«Dagli open data pubblicati da poco dalla Motorizzazione» scrive “Il sole 24 ore”. Dati aggiornati a febbraio scorso, relativi ai soli autoveicoli (in prevalenza, autovetture, autocarri e bus. Sono esclusi i ciclomotori). La mappa provinciale con la percentuale delle auto non assicurate è stata realizzata analizzando gli open data del Ministero dei Trasporti. Per rendere più precise le elaborazioni, il quotidiano ha focalizzato l’attenzione solo sugli autoveicoli per trasporto persone immatricolati fino al 25 febbraio 2017.
Le percentuali potrebbero essere «sovrastimate»
Ad ammetterlo è lo stesso giornale di economia. “Fanno numero” tutti quei veicoli che «potrebbero non essere assicurati perché non circolano</strong>; quelli che risultano non revisionati o sottoposti a fermo o sequestro». Nel calderone dei veicoli non assicurati ci sono anche quelli «in giacenza da commercianti del settore e quindi in attesa di essere rivenduti d’occasione». In questi casi, normalmente, il commerciante, se ha necessità di far circolare il veicolo, lo fa con la targa prova. Per tutti questi motivi «la quota reale di evasione potrebbe essere stata sovrastimata».
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