Coronavirus, il messaggio social del Vescovo Cornacchia

La Redazione

Il Vescovo suggerisce un ritorno alla lentezza, all’ascolto, al miglioramento di sé stessi

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«Da parte mia un invito a riflettere, pensare. Ciò che stiamo vivendo non è un castigo o una punizione divina. Purifichiamo il nostro linguaggio la nostra mente e il nostro cuore». Sono queste le parole con cui il vescovo Mons. Domenico Cornacchia apre il suo videomessaggio per l’emergenza Covid-19, pubblicato sulla pagina Facebook diocesana.

«È una prova – prosegue – ma può diventare un mezzo attraverso il quale noi recuperiamo maggiore serenità nel nostro vissuto personale. Desidero dire che questo momento può essere un’opportunità. Probabilmente eravamo abituati a un ritmo di vita superaccelerato, ci siamo un po’ distratti dall’invito dei nostri amministratori a non inquinare l’ambiente che ci ospita, a cercare di monitorare le emissioni che comunque hanno avvelenato il nostro pianeta. Vorrei che tutti quanti noi accettassimo questo momento di fiducia e speranza. Sono certo che quando una cosa viene desiderata, viene più amata. Due persone che si vogliono bene, anche a distanza, si dicono cose belle.

Cerchiamo di recuperare ciò che c’è di positivo in queste situazioni. Torniamo ad ascoltare. Mettiamoci nei panni di chi è costretto per tanto tempo a rimanere in casa. Riflettiamo sulla parola di Dio, leggiamo qualche brano del vangelo, scriviamo delle riflessioni personali, telefoniamo alle persone sole. Invito ogni famiglia a recitare per 15 minuti al giorno delle preghiere, a leggere il brano del Vangelo della domenica. Bonifichiamo il lessico e il modo di parlare, di recepire le cose che ascoltiamo.

Invito i sacerdoti a stare vicino alle famiglie. Siate disponibili a soccorrere nelle emergenze, a confessare con le dovute precauzioni, a diffondere messaggi audio e video. Collaboriamo tutti, laici e presbiteri. Trasmettiamo mediaticamente questi messaggi. Io resto permanentemente nella Diocesi: come il pastore all’orizzonte mi prenderò cura delle pecorelle all’orizzonte. Sto riservando più tempo alla meditazione alla preghiera.

Anche se non ci si vede con gli occhi del corpo, siate certi che il Vescovo e i vostri Sacerdoti pregano con voi e per voi».

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Commenti

  • Franco (utente non verificato)

    Si ma il coronavirus ha mandato in soffitta la moda dell'ambientalismo. Potrebbero morire in tanti col virus, prima ancora che per l'inquinamento globale. Certi fatti devono insegnarci qualcosa.