Leggere, perché?

Vittoria Laura Leone

Riflessioni sulla “Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore”. Leggere è importante, eppure la Puglia si colloca al quart’ultimo posto nella classifica nazionale, con il 27,6% dei lettori

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Il 23 aprile di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore, una ricorrenza che affonda le radici nella lontana Catalogna di 400 anni fa, quando –nel 1616- si verificarono le morti di due pilastri della letteratura mondiale: Miguel de Cervantes e William Shakespeare. Si tratta di una celebrazione che unisce cultura e romanticismo, poiché nello stesso giorno si rende omaggio al patrono degli innamorati, San Giorgio, il quale liberò la principessa e il popolo catalano da un drago che, una volta trafitto con la spada , vide spuntare meravigliose rose rosse dal suo corpo crudele. Da allora è invalsa la tradizione di donare rose alle donne e libri agli uomini.

Nel 1996 l’Unesco ha ufficializzato e reso convenzionale questa data per sostenere lo sviluppo socioeconomico nonché culturale del Paese.

Tuttavia la campagna di sensibilizzazione alla lettura condotta da questa organizzazione resta oggi una sfida ancora aperta.

Secondo una statistica tracciata dall’Istat, nel 2019 la percentuale dei lettori in Italia è assai sconfortante, ma in leggero aumento rispetto ai risultati disastrosi registrati negli anni precedenti: il Trentino Alto Adige si rivela la regione contenente il più alto tasso di lettori (58%), seguito da Friuli Venezia Giulia (50%), Liguria (49,1%) e Lombardia (48,6%). Dall’analisi dei dati emerge che il numero dei lettori del Sud è nettamente inferiore rispetto al Nord: la percentuale è infatti lievemente in salita rispetto al 28% rilevato nel 2018.

E la Puglia? Beh, scoraggia pensare che la nostra amata terra si posizioni solo al quart’ultimo posto nella classifica nazionale con il 27,6%, seguita da Campania (27,5%), Calabria 26,1% e Sicilia 25,8%. Malgrado la complessità della materia, queste cifre dovrebbero indurci a riflettere sull’importanza della lettura.

La stessa si configura come una finestra sul mondo capace di indicare nuovi orizzonti, siano essi verosimili o fantastici; accresce la consapevolezza critica in ogni individuo; sviluppa l’intelligenza emotiva creando empatia.

Se “leggere è il cibo della mente”- come recitava un slogan pubblicitario del 2010-, l’uomo deve quindi essere un “intellettuale” onnivoro pronto ad approcciarsi, attraverso la lettura, a vari campi della conoscenza facendo ben tesoro del motto socratico “una sola cosa so: quella di non sapere”.

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